domenica 4 settembre 2016

Fantascienza


Non amo particolarmente la fantascienza, meno ancora il fantasy, ma chi ha scritto l'incipit di questo racconto mi ha stimolato la fantasia e cosi' ho proseguito:

L'altro mondo

Avevano attraversato un buco nero, quella regione dello spaziotempo a cui nulla puo' sfuggire, nemmeno la luce!
Avevano trovato non un pianeta invisibile ma un insieme di pianeti! Quelli che gli scienziati ipotizzavano nascosti all'interno della massa densa del buco nero. Piu'o meno.
Cosi' penso' Jeff, che non era un astrofisico ma solamente un ingegnere-astronauta, quando fu in grado di pensare in modo razionale.
Thomas guardava oltre i grandi oblo' della navetta la superficie sconosciuta che si stava avvicinando velocemente e pareva calmo. Leo se ne stava legato alla sua poltrona immobile, gli occhi strizzati, le mani aggrappate ai braccioli pieni di strumenti e pulsanti, incapace di reagire alla crisi di panico che l'aveva assalito.
La' fuori l'atmosfera assunse un color salmone acceso, striato da leggere pennellate azzurre, come se il sole stesse tramontando su un mondo pacifico ed amico.

La navicella guidata dai comandi automatici atterro' dolcemente su una superficie soffice e verde, verde come il piu' bel prato di primavera.

Vale veramente la pena di leggere l'incipit che viene prima del mio contributo ed il resto del racconto che é bellissimo e manca ancora della parte finale. 
Lo trovate qui:

http://it.20lines.com/write/368042/l-altro-mondo/446853#c


Marisa Cappelletti




Buona domenica

Sembra che l'estate abbia deciso di stabilirsi definitivamente in Italia! Speriamo ci ripensi: noi abbiamo abitudini radicate come l'autunno rosso e giallo nei parchi e la neve a Natale, l'esplosione dei fiori a primavera ed i week-end di inizio e fine estate. Ci piace l'estate certo, ma ridateci le vecchie stagioni per favore!

Estate
Lorenzo Cherubini Jovanotti


Marisa Cappelletti







sabato 3 settembre 2016

Racconto del sabato

Tutto puo' succedere in un grande Supermarket, ma proprio tutto!



L'amore ai tempi del blocco delle pensioni


Due pensionati, liberi dunque da impegni lavorativi ma anche sentimentali perché quando si arriva a quell’età il cuore prova affetto, tanto affetto per i compagni di vita ma l’amore, quello che fa perdere l’appetito e la testa chi se lo ricorda piu’, si incontrarono nell’enorme Supermercato di una altrettanto enorme metropoli.
Mentre facevano i conti per non superare il budget giornaliero che la misera pensione bloccata ormai da decenni loro concedeva, decisero tutti e due, a volte si dice il destino, di concedersi il lusso di due budini alla vaniglia.
Erano in offerta. Le mani si sfiorarono, gli sguardi si incrociarono e paff! Qualche cosa di dimenticato scoppio’ li’ tra yogourt al bifidus e creme vegetali ai frutti di bosco.
Si parlarono quasi con timidezza, commentarono il caro-vita ed il solito governo ladro, insomma instaurarono una sorta di amicizia da super.
Il tempo passava ed i due cominciavano a pensarsi un po’ troppo. Lei andava piu’ spesso da Nuty (che stava per Nunziata) Hair&Beauty a farsi la tinta, lui cambiava tutti giorni la camicia.
Dei pensieri non proprio da pensionati avevano iniziato a gironzolare nelle due teste quasi in contemporanea e non si ricordavano nemmeno piu’ di scegliere le offerte speciali.
I rispettivi coniugi, lungi dal sospettare una tresca amorosa, continuavano la loro monotona vita ignari e contenti. Beh, contenti della pensione che finiva prima del tempo per le spese pazze dei due proprio no, ma diciamo abbastanza tranquilli anche se un giorno lui era rincasato con una camicia rosa per “l’uomo che non deve chiedere mai” e lei con una confezione gigante di Somatoline Sette Notti scontata del 50%.
Certo a quel punto avrebbero dovuto subodorare qualche cosa, farsi delle domande, chiedersi il perché di incauti acquisti!
Ma niente, i rispettivi coniugi avevano continuato la loro vita da coniugi che ignorano.
E cosi’, neanche tanto piano piano, i due si erano innamorati perdutamente.
Si incontravano ogni mattina al Super e li' tra insalata e pomodori si prendevano di nascosto per mano, tra prosciutti e mortadelle si parlavano d'amore, dietro lo scaffale dei vini doc del Piemonte ma anche del Veneto si rubavano baci a vicenda.
Al banco del pane fingevano di non conoscersi a quello dei giornali si passavano bigliettini nascosti tra le pagine di Novella 2000.
Ma al reparto gelati e surgelati ah li' davano il meglio di se': con la scusa del freddo si stringevano forte sotto lo sguardo benevolo della pubblicità del Magnum al pistacchio e lui allungava persino le mani sotto il golfino di lei. Tanto le patate al rosmarino non avrebbero mai fatto la spia!
“Amanti clandestini ritrovati nel grande freezer del mega-super. I due erano congelati e cosi' avvinti che nemmeno scongelandoli si é riusciti a separarli.”
Cosi’ titolava a caratteri extra large e grassetto quella infausta mattina Il Corriere del Pomeriggio Inoltrato. Che, visto che usciva il mattino presto, nessuno aveva mai capito il senso del nome.
Li avevano trovati una sera tardi alcuni addetti mentre facevano l’inventario dei quarti di manzo nato in Danimarca allevato in Polonia e macellato in Grecia.
A casa i rispettivi coniugi intanto erano stati rinvenuti riversi sui tavoli da cucina, morti di fame e di sete aspettando invano la spesa mai pervenuta.
“Ma” continuava il Giornale del P ecc. “per la prima volta nella storia dell'uomo la crioconservazione è risultata efficace. I due si sono risvegliati freschi come le rose offerte al 30% di sconto nel reparto piante da appartamento e fiori da terrazzini, hanno sorriso beatamente ai panettieri che li avevano posizionati il piu' vicino possibile ai forni mentre dentro cuocevano le pizze alle cipolle, lei ha storto il naso per l'odore non proprio gradevole, lui ho rubacchiato un pezzo di focaccia ligure al formaggio e tutti e due se ne sono andati abbracciati e felici tra i battimani dei dipendenti del Super. Alla cassa hanno fatto un bello sconto e regalato 10 bollini per le pentole antiaderenti a tutti e due.”
Quando si dice il lieto fine!
Ah l'amore senza età!


Marisa Cappelletti





venerdì 2 settembre 2016

Un tempo, a New York

Riservato agli adulti che sanno ancora sognare
Un'unica notte.
Di quelle retro', magiche, lontane.

Lungo la notte di New York


Eravamo in cima al mondo: sull'Empire State Building nel ristorante che girava sulla città. I piu' eleganti i piu' belli, di una bellezza interiore che ci faceva risplendere, ed i piu' innamorati.
Mi tenevi tra le braccia mentre ballavamo Strangers in the night con la voce del vecchio Frank.
Poi ci siamo seduti al tavolo illuminato solo da una lampada discreta, mi hai offerto una coppa di champagne, abbiamo toccato i bicchieri: a noi ed alla nostra felicità perfetta.
Mi hai presa per mano e siamo usciti sulla terrazza e mentre il vento mi spettinava e mi sollevava la gonna del vestito da sera, mi hai baciata come Humphrey baciava Ingrid in Casablanca.
In quel momento abbiamo compreso di essere i padroni del mondo. Il nostro.
Là dentro Frank cantava My Way...
Nella suite del Plaza sulla Fifth Avenue stavamo seduti su un enorme divano con cuscini in raso beige, due bicchieri gelati colmi di vodka martini mentre Etta James ci cantava con la sua sensualissima voce At Last.
Tolti i sandali di Ferragamo, avevo steso le gambe nude sulle tue fasciate nell'impeccabile smoking. Quel sorrisetto che sapeva sciogliermi anche l'anima mi catturava mentre le tue mani mi accarezzavano piano le gambe, salendo sfacciate sulle cosce e poi piu' su.
Scivolata sul divano mi ero allungata, donna innamorata alla tua mercé.
Mi avevi preso tra le braccia, io sospiravo incantata passandoti le mani tra i capelli.
I wodka martini si erano intiepiditi, Etta continuava a cantare per noi.
E mentre nell’aria risuonavano le note di I just want to make love to you (che già dice tutto) io mi ero alzata ed avevo iniziato a spogliarmi al loro ritmo.
Rimasta con le coulottes di seta crema mi ero avvicinata ancheggiando a te che mi osservavi con un mezzo sorriso, ti avevo sbottonato lo sparato e sciolto il cravattino, tu mi avevi posato le mani sui fianchi e sfilato lentamente le mutandine. Mi ero avvicinata ancora di piu' per permetterti quei baci che volevi, mentre Etta mi aiutava cantando The man i love.
Mi stringevi le natiche, mi inginocchiavo tra le tue gambe offrendoti il mio fiore (tu la chiamavi orchidea) ed il mio profumo.
Mi baciavi piano, mi dicevi quanto ero bella, gemevo e ti sussurravo che ti amavo, le tue dita mi esploravano con sapienza e delicatezza, ti accarezzavo con lentezza esasperante.
La musica era cambiata: ora Gershwin suonava la sua Rapsodia in blu.
Mi stendevo sul folto tappeto e ti attiravo a me: -Ora amore mio, ora ti voglio dentro di me: fammi impazzire di desiderio, fammi gridare il tuo nome, fammi perdere la testa ed il senso del luogo e del tempo-.
Scivolavi dentro di me, riportandoci ad altri luoghi e ad altri anni, ti accoglievo con gioia, amore, desiderio immenso. Non resistevo a lungo, tu acceleravi il ritmo io ti assecondavo nell'orgasmo piu' intenso, bello, lungo della nostra vita.
Mi baciavi ancora eccitato. Ti prendevo il viso tra le mani, asciugavo due lacrime scese sulle guance e restavamo cosi' in una New York antica ma nuova per noi e per la nostra storia.
Una New York magica e di sogno.

La musica fini' ed il silenzio ci accompagno' lungo la notte.



Marisa Cappelletti



giovedì 1 settembre 2016

Poesia di settembre

Che cosa é, dove si trova, perché si nasconde?


Magia

Scalo' montagne al sorgere del sole
si disseto' a sorgenti di fiumi maestosi
dormi' sotto manti argentati e gioconde lune
incontro' visi disperati e lacrime asciutte
conobbe la fame di chi niente domanda
divise la paura sotto spari bastardi
scopri' un piccolo fiore tra mura crollate
il sorriso di un bimbo tra fango e miseria.

Ovunque puo' nascere la magia della speranza.


Marisa Cappelletti






1 Settembre


Si apre con tanto dolore e cordoglio il ritorno dalle vacanze d'estate.
Tanto è stato già detto e tanto verrà detto ancora. Ora iniziano le inevitabili polemiche, le dichiarazioni inutili, le promesse che non verranno mantenute.
Ma tanta gente, per colpa della natura che, ci piaccia o no, é padrona dei nostri destini o per colpa dei tanti senza coscienza né senno, tanta gente é rimasta là sotto case, scuole chiese, là dov'era la sua vita, dove credeva di essere al sicuro, là dov'era nata o cresciuta o dov'era andata per passare qualche giorno di vacanza, tanti bambini che dormivano tranquilli un sonno sereno e fiducioso, tanti uomini e tante donne come noi.
Nessuna parola puo' servire a consolare chi ha perduto tutto e tutti, nessun abbraccio puo' servire a scaldare cuori gelati dal dolore. Spero soltanto che i sopravvissuti riescano a percepire il cordoglio, l'affetto e la vicinanza di un Paese tutto che si stringe a loro ed insieme a loro piange e prega.



Marisa Cappelletti



lunedì 22 agosto 2016

Arrivederci a settembre


Sperando in
un tempo clemente
un sole splendente
un mare lucente
un posto accogliente, 
tanti saluti bella gente!

Au revoir a settembre.


Marisa Cappelletti



domenica 21 agosto 2016

Riflessione domenicale


Amavo non sapendo ancora cosa fosse amore
e ti ho perduto.

Amo con tutto quello che ora posso e so dare
e ti ho ritrovato.

Marisa Cappelletti




sabato 20 agosto 2016

Cronaca di un amore


Stazione Centrale, un giorno importante di un'estate qualunque

A Milano fa caldo,  ma c’è il sole e l’aria è pulita.
Lei è indecisa:
Vado o non vado? Certo che vado, ci voglio andare! Ma se poi non so che fare, se faccio una cosa sbagliata, se mi trova brutta, vecchia, se finge di non vedermi? Non vado. Pero’ ci penso da tanto, è poco, lo so, ma se gli fa piacere.
Vado.
E si va avanti cosi’ fino a quando deve uscire per forza per un appuntamento dal medico.  Poi le chiedono -Allora che si fa?-  E che si fa, non so, ho paura. Di che? Mah!
 -Andiamo!-
Non c’è il binario, non è scritto da nessuna parte. Poi l’annuncio: binario 20. E’ in arrivo. Dove poteva essere se non dalla parte opposta? Veloce si dirige verso l’ultima uscita, quella vicino alle scale. Il treno è già arrivato.  Non si mette davanti, si defila. E si sistema i capelli, il vestito e ancora i capelli, mani in tasca, fuori dalle tasche, capelli, borsa…Passano tutti, forse non c’è forse ha sbagliato binario, uscita, ora, giorno, NO! Eccolo là.
Alto, con gli occhiali, arriva veloce guarda dappertutto meno che dalla sua parte! Sembra teso, forse pallido e solo. Solo? No  è lei che non vede piu’ niente, solo lui. E continua a spostarsi a destra e lei si sposta con lui. Ma dove va? Fatica a stargli dietro anche perché non ha una meta precisa, la fa sentire un investigatore che bracca da lontano la sua “preda”.
Stranamente si sente tranquilla. Niente piu’ timori, niente indecisioni, si sente come se non fossero passati tutti quegli anni, come se lo frequentasse da sempre. Ma deve prendere un’iniziativa, se no se lo perde. Non sta fermo un attimo. Pare che lo inseguano. E dunque inseguiamolo. Allunga il passo, lo sfiora e lo supera, mettendoglisi davanti. La vedrà adesso o no? Si volta sperando di incrociare lo sguardo con il suo….si è voltato anche lui ed è fermo a parlare con qualcuno.  L’avrà vista? Non fa in tempo a dubitare che la cavalcata ricomincia! Ci si potrebbe girare un film!
Scale mobili. E prendiamo le scale mobili. Si volterà? No. Continua a scendere e lei con lui e gli altri.
Arriva al piano che lei è ancora sulle scale. Si volta, la guarda e finalmente la vede, sorride. Lei sorride a sua volta ed insieme schiacciano l’occhio come saluto, come se non avessero l’età che hanno.
 E’ un attimo ed in quell’attimo il sorriso di lui lo trasforma nel ragazzo che è stato.  Un sorriso dolcissimo. Un sorriso che le è arrivato dritto al cuore e che resterà fissato li’ per sempre.  Un attimo  puo’ essere piu’ importante  di ore piene di parole,  puo’ bastare per una vita intera.
Poi se ne va e lei si ferma,  lo lascia andare. Ma lui si volta ancora, la cerca un’ultima volta, ma non la vede piu’.
E’ tranquilla, serena, felice. Chi l’ha accompagnata ha le lacrime agli occhi, l’abbraccia senza parlare, le stringe la mano e cosi’, come due amiche, escono dalla stazione e tornano a casa.


Marisa Cappelletti

venerdì 19 agosto 2016

concorsi&co

Una sola questa volta la mia segnalazione di un concorso che mi piace, mi stimola e che ritengo molto allettante sia per quanto riguarda il tema che per la Casa Editrice che lo propone:


http://www.premiostreghevampiri.it/index.php/il-premio/bando-di-concorso

La scadenza é il 30 Settembre 2016. Avete tutto il tempo per lasciarvi guidare dalla fantasia! 


Marisa Cappelletti



Sensazioni colorate


Giallo

Come i miei limoni quando arriva l'autunno e le foglie verdi spandono il loro profumo nella bruma del mattino.
Come un libro iniziato per caso che non so abbandonare perché la curiosità di sapere é piu' forte del tempo che scorre tra le righe rosse del sangue delle vittime.
Come la borsa enorme che ho comperato perché ho tanto da portarmi appresso, di ogni colore dell'arcobaleno, ed un contenitore colorato dà allegria e non mi fa sentire il peso delle cose.
Come il sole quando é cosi' splendente che non puoi guardarlo perché poi tutto diventa nero.
Come i girasoli del libro che mia figlia sfoglia spesso perché quei fiori sono unici come unici sono i paesaggi colorati, i contadini al lavoro e l'azzurro brillante degli iris.
Come i campi di grano maturo della mia infanzia, che si muovevano sull'onda del vento rivelando papaveri rossi e fiordalisi.
Come l'attesa che freme dentro quando non sai se quel che desideri succederà e si trasformerà poi nel rosa piu' acceso della felicità o nel blu piu' cupo della delusione.
Come quegli anni sospesi tra il nero profondo del vortice che mi trascinava dentro ed il verde pallido di una speranza mai abbandonata.
Giallo oro come l'esplosione di gioia che mi scoppia dentro al suono ed al significato delle tue parole, come il mondo che mi hai costruito intorno, come tutte le sensazioni preziose che mi regali e che ho ritrovato sotto i tuoi raggi che mi scaldano i giorni.


Marisa Cappelletti

mercoledì 17 agosto 2016

Insalata mista

In questa notte senza aria né luna:
Petite onze
Poesia
Aiku

Pensiero

Pensarti
con dolcezza
per poi scoprire
di poter essere felice.
Semplicemente.



Proibito

Nel silenzio della stanza,
perduti in un abbraccio
di inaspettato abbandono,
regalandosi attimi eterni
che esplodono bruciando,
due impossibili amanti
liberano le anime, sognando.


Strade

Ho messo un cartello sul cuore:
chiuso per mancanza d'amore.
Sei riuscito ad entrare dall'anima.


Marisa Cappelletti





sabato 13 agosto 2016

Poesia del sabato


Casa dolce casa


Pensavo di averla trovata una casa da vivere.
E' crollata per una furiosa tempesta arrivata
senza colpe né preavviso portandosi via tutto
ciò che avevo nel cuore, lasciandomi nuda
a guardare le vite scorrere al di là del muro
alzato in difesa di quello che non possedevo.
Non ho più cercato una casa da abitare.
Ho trovato un castello in cui sono regina,
un fuoco rimasto a covare sotto una brace
mai spenta. Un soffio leggero lo ha fatto
rinascere per poter riscaldare la voragine vuota
che avevo dentro. Tu sei la mia casa il mio re
le mie mura, la sedia su cui riposare, il tetto
che mi ripara da fulmini di temporali passati.
La finestra aperta al sole che mi sa ancora scaldare.


Marisa Cappelletti




venerdì 12 agosto 2016

Il posto

Dichiarazione d'amore alternativa



Qui tra le righe delle mie poesie
Là nella dolcezza delle tue parole
In luoghi costruiti dalla fantasia
negli stupidi racconti a te dedicati.  

Nelle sere solitarie tra la gente
nei giorni riempiti di desideri
nell'aria tiepida nel gelido inverno
nelle nostre vecchie canzoni.

Il nostro posto è in ogni luogo
noi due siamo il posto perfetto.


Marisa Cappelletti





giovedì 11 agosto 2016

Sul finire del giorno...

A volte, un tramonto tragico:

E' rosso il tramonto

Echi di antiche sconfitte
rimbalzano nel cielo striato
d'arancio e di blu.

Grida di voci perdute
giungono sull'ala danzante
del giorno che fugge.

Rauchi singhiozzi si formano
nel cuore che trafitto
rimbalza nel petto immobile.


E' rosso di sangue il tramonto.


Marisa Cappelletti



mercoledì 10 agosto 2016

10 Agosto

Quella che verrà sarà la notte di San Lorenzo. La notte dei desideri e delle stelle cadenti! Chi non ha almeno una volta sperato di vederne una per esprimere un desiderio?
Per la tradizione il 10 agosto è la notte di San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti, le lacrime di san Lorenzo. Come tutti sanno, le stelle cadenti in realtà sono uno sciame meteorico, in particolare quello delle Perseidi, causate dai rimasugli del passaggio della cometa Swift-Tuttle. 
Quest'anno  il vero picco è previsto nella notte tra il 12 e il 13 agosto. 
In particolare in questo 2016 le stelle cadenti saranno decisamente numerose. L'esperto della Nasa Bill Cooke ha spiegato a Space.com che «quest'anno ci si aspetta un numero variabile tra le 150 e le 200 meteore all'ora, invece delle consuete 80».
E allora tutti con il naso all'insu' ed una bella lista di desideri. E' una leggenda, una tradizione ma, chissà, non si sa mai!

La poesia che segue é quasi d'obbligo: 

10 Agosto

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo favilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono...
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!

Giovanni Pascoli




martedì 9 agosto 2016

Per Agata

Forse a chi non ha un cane come compagno di vita quanto segue potrà sembrare esagerato, ma chi ha o ha avuto la fortuna di averne uno, saprà comprendere tutto l'affetto che ho messo in queste righe.
Questa é la vera storia di Susie, diventata per sua e mia fortuna, Agata.



Dalla parte di lei


Eh si', sono una lei.
Dolce, amorevole, golosa, non piu' giovane, innamorata persa della mia famiglia.
Anche io, come loro, non ho avuto una vita facile, anzi. Rinchiusa, legata, usata, affamata e poi abbandonata in mezzo al nulla in una gabbia con tre maschi aggressivi e prepotenti.
Mi hanno portata via dopo sette anni di prigione e privazioni, mi hanno portata in un posto sconosciuto, lavata, addormentata, forse curata.
Al mio risveglio i cuccioli che portavo dentro non c'erano piu'. Sei, erano sei,gli ultimi di non so nemmeno io quanti.
Fortunatamente ho perso il conto.
Pensano che noi non soffriamo quando ci tolgono i figli, forse nemmeno ci pensano. No, non é cosi': li cerchiamo disperatamente, piangiamo in silenzio, abbiamo sentimenti, siamo madri che perdono i loro piccoli, dunque disperate.
Poi anche per noi la vita continua.
E la mia girava cosi' giorno dopo giorno, anno dopo anno. Non ho mai conosciuto un prato verde, non ho mai saputo cosa significasse abitare in un posto caldo d'inverno e fresco d'estate, riparato dalla pioggia e dal vento, dormire sicura senza svegliarmi ogni minuto, piena di apprensione e paura.
Quando mi hanno portata via da quell'inferno ho avuto ancora paura: un viaggio su qualche cosa che si muoveva e che mi faceva rovesciare lo stomaco, i tavoli di metallo sui quali mi tenevano ferma per guardarmi da vicino, farmi il bagno, darmi medicine e poi farmi addormentare per togliere una parte di me e lasciare in cambio una lunga ferita che bruciava.
Mi hanno messa in una gabbia piu' bella si’ di quella dei miei anni precedenti, ma sempre gabbia, con un altro inquilino ed io me ne stavo nascosta dietro di lui, non capivo, non volevo vedere nè sentire.
Ma li' almeno potevo mangiare ed anche bere. Quanta fame e quanta sete ho sofferto per sette anni!
Un giorno ho sentito una voce al di là della rete della gabbia. Mi chiamava. Era calma, sommessa, dentro c'era qualche cosa che non conoscevo ma che mi attirava, un qualche cosa che mi dava sicurezza. Non mi sono avvicinata, no, ma ho sporto la testa da dietro Ugo, il mio coinquilino, ed ho incrociato due occhi che mi sorridevano.
Ho avuto un tuffo al cuore: potevo perdermi in quegli occhi, sorridere anche io. Il giorno successivo la persona è tornata. Mi hanno fatto uscire dalla gabbia e lei mi ha portata a passeggio con grande invidia di tutti i miei vicini. Per me era un mondo sconosciuto quello che mi stava intorno, un mondo pieno di suoni, di odori, di cose. Volevo tornare nella penombra della mia gabbia, non volevo cambiare ancora.
Due giorni dopo me ne sono andata via. Con la proprietaria della voce e degli occhi che mi avevano conquistato.
Probabilmente anche io avevo conquistato lei.
E' stato un cammino lungo e faticoso per tutti. Lei ed anche il resto della mia famiglia hanno avuto una pazienza infinita con me: mi hanno insegnato un sacco di cose: ho imparato a fare le scale, a correre. Si', a correre! non sapevo si potesse correre nei prati, nei parchi, sentire l'aria che ti accarezza tutto il corpo e poi rotolarsi nell'erba per goderne il fresco ed il profumo. Ho imparato a non aver paura di quelle che ora so chiamarsi moto ed automobili, a mangiare un sacco di cose buone.
Avete mai mangiato la pasta col ragu'? E' una delizia paradisiaca!
Ho imparato a non mordere piu' il maschio di famiglia, perché lui é diverso da quelli che c'erano nella gabbia: lui mi parla con affetto, mi accarezza e mi dà, di nascosto, anche i suoi biscotti. Adoro poi la mia sorella grande, quella umana, anche se per farmi le coccole mi schiocca certi baci cosi' sonori che non ci sento piu' per un'ora.
Ma lei, lei, quella che mi ha salvata, lei riempie tutto il mio cuore. Io per lei farei e darei tutto, per lei mi sono trasformata da segugio quale dicono io sia in body-guard. Non avvicinatevi, non fatele del male: divento una belva!
Per lei io mi sforzo ogni giorno di capire, di fare, di comportarmi al meglio. Mi ha subito dato fiducia ed io l'ho ripagata e continuo a farlo, con una dedizione assoluta.
Ce ne andiamo a spasso per parchi. Io libera di fare quel che voglio, lei sicura che non me ne andro', non combinero' nulla di brutto. Sa che non mi deve nemmeno chiamare perché, finito il mio giro, sono io che cerco lei. Non potrei vivere senza di lei!
Quando mi sono ammalata, beh, non proprio ammalata, avevo ingerito un arnese in metallo che mi faceva star male, mi hanno portata tutti insieme all'ospedale, mi sono stati vicini. Quando mi sono svegliata dopo l'operazione ho incontrato subito i suoi occhi, pieni di apprensione ed affetto, cosi' ho saputo, l’istinto è l’istinto, che sarei tornata a stare bene, che sarei guarita.
Ed ora sono qui, a casa mia, nel suo studio, con lei, a raccontare la mia vita. Siamo stati tutti fortunati, devo ammetterlo: io ad incontrare lei e la famiglia, naturalmente, lei e loro ad accorgersi di me.
Ah, piacere di conoscervi. Io mi chiamo Agata, sono un segugio italiano, dicono bella anche se ultimamente, causa vita felice, agi e cibo, sono ingrassata.
E lei, non so come dire, ma lei é la mia vita, l'amica piu' cara, colei che mi ha salvata, la mia seconda mamma, quella che mi ama senza condizioni quella che, sono sicura, amero' per sempre.


Marisa Cappelletti







lunedì 8 agosto 2016

Buongiorno!

Beh, proprio un buon giorno per la ragazza qui sotto non é....ma voi fate di tutto perchè il vostro lo sia.


Caduta libera

Pensandoti là tra la rena e il mare
pensandomi qui tra il caldo e il sole
piango di rabbia e di delusione
per la vacanza sfumata e la depressione
che mi sale insidiosa bloccandomi il passo
fermandomi il cuore vicino al collasso.
L'asfalto si apre sotto di me
mi cedon le gambe pensando a te
la gente che passa é indifferente
di questa storia non gli importa niente
non so piu' chi sono né dove vado

precipito giu' e allora cado cado cado......


Marisa Cappelletti




domenica 7 agosto 2016

Giochi d'estate

Nel rosso del tramonto nel verde e nel fresco
sono molto spiacente, ma mi esce anche questo: 



Agosto blues


Il mattino arriva cantando
un ronzio che sa di zanzare
e l'afa tormenta sfiancando
gli infelici che devono andare
a rincorrere il primo tram
e gli tocca, non ci posso pensare,
con le scarpe, ahiloro, affondare
nello storico macadam.

E tu dove sei?

La controra é da poco arrivata
ed in casa al riparo io sto
gelato ed aria condizionata
e un ventaglio laggiu' sul como'
la vacanza si svolge qui
ed al mare lo so non andro'
ma io sto bene sdraiata cosi'
con un libro che non leggero'.

E tu dove sei?

Ma la sera mi sento sola
sono tutti andati via
non si sente alcuna parola
se ne è andata pure mia zia
io e il cane a passeggio nel parco
con i grilli per compagnia
va finire che cerco un imbarco
per le Tremiti o la Tunisia.

E tu dove sei?

Sei sparito nell'ora antelucana
e mi hai detto -vado in Toscana
le vacanze sono un diritto
se qui resto io sono fritto
devo andare lontano da te
non ti devo spiegare il perché-
E va bene te ne sei andato
commettendo un grave reato
tutto quanto hai portato via
anche la dentiera di zia.
Cosi' niente vacanze per me
che muoio di caldo per te.
Ma tu, tu dimmi

e tu dove sei?


Devo dirlo alla polizia!


Marisa Cappelletti





Domenica


Buona Domenica!
Per rilassarvi, divertirvi, disimpegnarvi dai soliti problemi, per dimenticare tutto tranne le vacanze:


Raphael Gualazzi
L'estate di John Wayne
Estate 2016


Marisa Cappelletti

sabato 6 agosto 2016

Rio 2016


Che la festa cominci! 
Perché una festa dev'essere: una festa per tutto il mondo. Per una volta tutti insieme a gioire per il proprio Paese, ma anche ad ammirare tutti gli altri. Per una volta come dovrebbe essere sempre.
Bellissimo ed elegante lo spettacolo d'inizio, bellissimi, eleganti e pieni d'entusiasmo e d'allegria tutti gli atleti partecipanti.
Che la festa cominci dunque ed in bocca al lupo a tutti quanti! 


Rio de Janeiro 5  Agosto 2016
Cerimonia d'apertura Giochi della 31esima Olimpiade


Marisa Cappelletti




venerdì 5 agosto 2016

Buone vacanze!

Credo che la maggioranza degli italiani sia già al mare, in montagna, ai laghi o in giro per il mondo.
Gli ultimi che sono rimasti a casa stanno chiudendo le valigie.
Ma io quest'anno resto qui.
A scrivere, a leggere, a guardare tutti i post e le foto delle vostre vacanze. Spero siano bellissime. ve lo auguro con tutto il cuore!
Ho tanti libri da leggere e tra tutti consiglio, anche in e-book, che in vacanza é molto pratico:



La verità sul caso Harry Quebert di Joel Dicker  Ed. Bompiani
Si tratta di un giallo considerato l'evento editoriale degli ultimi anni. Dicono geniale, divertente, appassionante. Non à certo una novità, é uscito da quattro anni, ma io lo leggero' ora. Spero che rispetti tutte le recensioni e le mie aspettative.




A cosa servono gli uomini di Karen Rinaldi  Ed. Rizzoli
Ho letto 89 pagine delle 285 di cui si compone il libro e devo ammettere che mi ero sbagliata. Pensavo fosse uno dei soliti romanzetti scritti in fretta tanto per guadagnare qualche cosa. No, mi devo ricredere. E' un ritratto di donne ed anche uomini con tutte le problematiche dei rapporti odierni. E' leggero, brillante romantico e ben scritto. Leggo volentieri.




Orfeo in Paradiso di Luigi Santucci  Ed Marietti 1820
Premio Campiello 1967 che ha consacrato lo scrittore come uno dei maestri della narrativa contemporanea. Romanzo struggente e perfetto, regalatomi da una carissima amica, figlia dello scrittore. Una curiosità: la copertina del libro é una foto di un quadro del nonno della mia amica. Sono onorata del regalo e curiosa di leggere.

Buone Vacanze!



Marisa Cappelletti

giovedì 4 agosto 2016

Metropolis

Visione leggermente apocalittica di una metropoli non del futuro ma, purtroppo, attuale.
Respiri


La notte scolora nel giorno
che pallido sbadiglia l'inizio
di nuove ore uguali e diverse
in un sole malato di deboli raggi.
La città tossisce automobili
e partorisce formiche parlanti
dal ventre nero e fumante
di treni che non s'incontrano.
Il vento che soffia acido
attraverso nuvole plumbee
scuote alberi spogli e scheletri
di torri e palazzi cadenti.
E tu se ancora credi e ci sei,
tu respira....


Marisa Cappelletti




mercoledì 3 agosto 2016

Vacanze


Viaggi

Non ho mai viaggiato,
non voglio e non so partire.
Non riuscirei a tornare.
Viaggio coi libri, con la fantasia, con il cuore.
Viaggio intorno a me, intorno a te,
intorno a chi mi dà, a chi io dò.
Mi basta la città con le sue vie conosciute,
l'aria pesante, i rumori molesti.
Mi basta la campagna intorno con l'erba bruciata,
le lucciole sparite.
Mi basta ogni giorno qui.
Ogni attimo é un viaggio.



Si' viaggiare
Lucio Battisti 


Marisa Cappelletti



lunedì 1 agosto 2016

Concorsi Letterari gratuiti


Ebbene si', possiamo scrivere anche in agosto. E se volete partecipare a qualche concorso, anche se siete in vacanza, ecco qui: tre concorsi facili e gratuiti.
Come ho sempre detto e continuero' a dire vale sempre la pena di partecipare. E' una palestra di scrittura, una sfida e, se si conseguono dei risultati, anche una grande soddisfazione.


Premio letterario nazionale annuale La fiaba di Selvino  XVI Edizione 2016
Scadenza iscrizione: 31 Agosto 2016

Concorso letterario di Ostia "99 Parole" dedicato ai racconti brevi III Edizione
Scadenza iscrizione: 31 Agosto 2016

Concorso e Premio Letterario d'arte e Cultura Giuseppe Gioachino Belli  XXVIII Edizione
Scadenza iscrizione: 26 Settembre 2016
https://www.concorsiletterari.it/concorso,6329,Concorso%20e%20Premio%20Letterario%20d'arte%20e%20Cultura%20Giuseppe%20Gioachino%20Belli



Marisa Cappelletti






Sete

Sensazioni estive


L'arsura che avanza
nei parchi sui fiori
di giallo arroganza
ricopre i colori.
Zanzare insistenti
insetti molesti
di notti bollenti
riempiono i cesti.
Nell'aria pesante
nell'afa incombente
un'immagine fresca
mi riempe la mente.​
Ti prego mio bene
la sera è incantata
su, portami infine
una birra gelata!

Altre estati altre sere,
gonne corte e sorrisi,
passate a ballare
in quei paradisi
riempiti di musica
dolce o assordante
su mari improbabili
con luna accecante.
Coca cola e abbracci
sulla spiaggia deserta:
copioni già scritti
con una fine sofferta.
Estati lontane
lasciate e fuggite,
canzoni e risate
di esistenze perdute.
Un mojito mio caro:
voglio poter affogare
la tristezza bastarda
in un enorme bicchiere.



Marisa Cappelletti