Scrivo racconti e poesie. Leggo tutto e di tutto. Amo la musica. Vivo i miei anni intensamente. Inutile ma doveroso aggiungere che tutti i diritti dei racconti e delle poesie pubblicati a mio nome sono coperti da Copywrite e quindi di mia esclusiva proprietà. La riproduzione è vietata.
Si ricomincia anche tornando a cercare tra le decine di concorsi letterari quelli che possono piu' stimolare fantasia e creatività.
Eccone due con scadenze molto vicine, ma davvero interessanti e, fattore determinante, completamente gratuiti:
SCADE IL 5 SETTEMBRE
Sono aperte sino al 5 settembre 2017 le iscrizioni per il
concorso HEROES IN HAIKU, organizzato dall’associazione RiLL Riflessi di Luce
Lunare col supporto del festival internazionale Lucca Comics & Games.
HEROES IN HAIKU è un concorso gratuito.
Possono partecipare tutte le composizioni formate
dall’insieme di una fotografia e di un componimento poetico di ispirazione
giapponese (l’haiku, appunto: un semplice componimento poetico di tre versi).
L’haiku va riportato all’interno o all’esterno della foto, come didascalia/
commento.
Il tema del concorso è “Heroes”, in linea col tema
dell’edizione 2017 del festival di Lucca.
Per essere più precisi, il tema “Heroes” va inteso, in
ciascuna composizione partecipante, nel senso di:
A) eroi dell’immaginario fantastico (personaggi di fumetti,
libri, film, giochi di ruolo o di carte, videogiochi etc.);
B) chi contribuisce a dare vita a Lucca Comics & Games
(visitatori, ospiti, autori, membri di community partecipanti al festival
etc.).
La Temperino rosso edizioni indice per l’anno 2017 il
concorso letterario dal titolo IL PROFUMO DELLA FANTASIA II°.
Questi è riservato a opere inedite illustrate e si suddivide
in un’unica sezione:
– favole e fiabe per bambini.
Sul tema del concorso: Cos’è questa fragranza inebriante e
avvolgente che mi cattura e attira verso mondi e spazi che i sensi non
conoscono? Essenze profumate che portano
con sé mille anzi miliardi d’idee, e che attendono solo di essere acciuffate
dal mondo incantato dell’immaginazione. E’ questo l’infinito gioco in cui
immagini e parole sanno saziare cuore e mente di chi, per crescere, non può
perdersi nessun aroma della fantasia.
Vorrei aprire questa fine estate che spero ardentemente si possa presto trasformare in inizio di autunno, con una recensione scritta col cuore e con la ragione:
Dietro gentilissimo invito di un ragazzo appassionato di
calcio e di scrittura, Stefano Ravaglia, ho letto e molto volentieri il suo
libro di racconti “Chiaroscuri d’amore” pubblicato da Edizioni Leucotea.
“Avrei potuto scioglierle il fiocco per scherzo durante la
lezione…”
Sono racconti brevissimi ed il tema che li lega è l’amore,
inteso in senso lato, la scrittura è asciutta e piacevole, i suoi protagonisti
rappresentano a volte gli stereotipi delle donne e degli uomini di questa
società che corre veloce senza voltarsi indietro, ma anche quelle persone che sanno fermarsi ed
apprezzare gli affetti piu’ veri che
determinano la crescita dell’uomo.
Le donne qui sono in
maggioranza, a partire dalla dolce Tracy che introduce sia i racconti che lo scrittore
nel mondo dei primi turbamenti, alla inquietante donna-lupa mannara che, metafora
forse involontaria, ingorda prende a
morsi e ti morde la vita cambiandotela in una sera.
Dolce il profumo dei ricordi e della marmellata nella casa
di famiglia di Ludovica. Amara ma anche dolce la riunione familiare per un Natale
tradizionale neve compresa.
Due uomini uno grande ed uno piccolo che debbono la propria
crescita uno all’altro e viceversa ed infine l’amore incondizionato di un
vecchio professore per il suo lavoro.
Bel titolo e bel libro, scritto con semplicità, proprietà ed
intelligenza. Da leggere con calma,
anche si si vorrebbe farlo tutto d’un fiato, per riflettere sui molteplici aspetti della vita
e dei suoi attori.
Con la speranza (e mi perdoneranno i romantici ed i nostalgici) che questa lunghissima, estenuante estate stia finendo, bentornati! Siate felici di essere tornati al solito, noioso lavoro, perché almeno voi che ogni mattina sarete ancora costretti ad alzarvi presto, un lavoro ce l'avete. Siate contenti di essere tornati, perché cio' significa che prima siete partiti ed una vacanza, ovunque siate andati, ve la siete potuta permettere. E dunque si ricomincia! Marisa Cappelletti
Filicudi o Panarea?
Io scelgo Panarea. E' piu'
mondana é vero, ma piu' bella ed accessibile. A Filicudi si sale e si scende in
continuazione, si cammina e si cammina. non fa per noi. Mi spiace soltanto per
gli spaghetti alle mandorle, ma me ne faro’ una ragione.
Prendiamo l'aereo per Napoli poi la nave per Panarea. Si viaggia di notte sotto la luna che al sud
é la piu' romantica del mondo. Al
mattino avremo la visione rosata del vulcano di Stromboli e saremo arrivati.
Ho trovato una villa tutta bianca, piccola ma elegante a picco sul mare piu' blu
che ci sia mai capitato di vedere.
E' tutto pronto, il frigo è pieno, il letto fatto, i pasti ci verranno preparati e serviti da una
donna del posto e noi saremo liberi di vivere l'isola e la nostra vita.
Un mese, solo un mese amore mio, ma varrà una vita intera.
Guarda la nostra camera che bella! L'armadio è piccolo ma ho
portato solo costumi e abiti leggerissimi e tu costumi calzoni e camicie di
lino. Senza golfini né canottiere, pensa!
Usciremo poco e solo all'alba e al tramonto per camminare
sulla spiaggia, raccogliere conchiglie, fare foto, nuotare nell'acqua
trasparente, non troppo al largo che ci sono gli squali al tramonto, ma
abbastanza lontano da poter fare l'amore senza che nessuno ci possa vedere.
Nudi e belli come non lo siamo mai stati, nemmeno a trent'anni, che é l'età
migliore.
Poi ci siederemo sulla terrazza, ci serviranno pesce e vino
bianco e dolcetti e gelati.
E mi porterai a ballare mi terrai stretta, ti diro' parole
d'amore, seguiremo la musica ad occhi chiusi, A notte fonda torneremo a casa
dalla spiaggia, a piedi nudi sulla sabbia fresca. Mi lascero' cadere sulla
riva, ti metterai vicino a me ti vedro' sorridere nel buio e, come sempre, non
capiro' piu' niente. ti abbraccero' stretto, mi bacerai con una passione
ritrovata o mai perduta, ti accarezzero', mi accarezzerai,saremo due ragazzi
innamorati pazzi.
Correremo a casa, mi spogliero' sulle scale, getterai la
camicia per terra, salterai prima su un piede poi sull'altro per togliere i
calzoni mentre cammini, cerchero' di
scappare ma mi afferrerai , stampandomi
un bacio in movimento, mi girero' fermandomi di colpo sbatterai contro di me e
cadremo ridendo sul tappeto bianco.
E poi é inutile continuare. Io e te l'amore lo faremo come
ci parrà, come ci verrà, come vorremo e come vorrà l'altro, tanto sarà sempre
la cosa piu' bella che nessuno avrà fatto fino ad allora! E non saremo stanchi, non potremmo mai
esserlo, abbiamo cosi' tanto da darci e da conoscere!
Tutti i giorni e tutte le notti cosi', mai un minuto uguale
all'altro, mai un bacio meno intenso dell'altro, mai un sorriso forzato, mai un
amore piu' grande del nostro. E quando sarà l'ora di tornare forse non
torneremo o prenderemo la nave per Napoli, arriveremo al porto sotto la luna ci
guarderemo ancora una volta negli occhi, mi prenderai dolcemente la mano e
saliremo sulla prima nave in partenza per chissà dove, senza meta ma insieme e
non ci troveranno piu'.
Una Ghost writer, un medico eccezionale, una bambina soldato, una seconda possibilità:
Da Il Libraio
"La bambina con il fucile" è la storia di
Pratheepa, una dei tanti bambini soldato costretti alla guerra in Sri Lanka. E' da sempre una scolara diligente, il suo universo si divide tra la capanna con
le pareti di fango, dove vive con i genitori e la sorella, e le aule
dell’ex-casa coloniale, dove si svolgono le lezioni. Ma sono gli inizi degli
anni Duemila e lo Sri Lanka è un paese lacerato dalla guerra civile. Pratheepa è
a scuola quando i guerriglieri tamil la rapiscono per costringerla a combattere
nelle loro fila. In meno di un secondo il suo universo si incrina e Pratheepa si trasforma ne La bambina con il fucile. Nelle mani dei guerriglieri subisce
torture fisiche e mentali, e, per sopravvivere, diventa un cecchino, una pedina
nel gioco della guerra, assuefatta alla violenza e alle droghe. Ma poi Pratheepa
viene ferita a un braccio. Subisce un’operazione in piena giungla per mano di
un medico che non può far altro che ricomporre ossa e muscoli usando materiali
di fortuna. Pratheepa perde la mobilità del braccio e non può più usare il
fucile. Ma è comunque costretta a continuare a combattere: lancia granate
usando la mano buona fino alla sconfitta definitiva delle Tigri Tamil, quando
viene incarcerata con gli altri ex-combattenti.
La giovane tamil protagonista de La bambina con il fucile è
l’emblema di quei milioni di bambini-soldato oggi “usati” in molti conflitti,
spesso strappati alle famiglie per essere addestrati e inviati sui campi di
battaglia. Quei bambini che Massimiliano Fanni Canelles, un medico italiano,
incontra quando arriva nel paese. È stato mandato in Sri Lanka per verificare
la situazione dei bambini resi orfani dallo tsunami che si è abbattuto
sull’isola, ma la realtà con cui viene a scontrarsi è assai più cruda: qui i
ragazzini sono carne da macello senza diritti e senza difese, gli stupri sono
frequenti anche all’interno delle famiglie e giustificati sulla base di usanze
ancestrali. Sarà grazie al suo intervento e a quello degli altri volontari di
@uxilia onlus, un’associazione che opera a tutela dell’infanzia e delle donne
in Italia e nei paesi in via di sviluppo, che Pratheepa e tanti altri bambini
avranno una seconda occasione. L’associazione è nata nel 2003, e ha scelto di
farsi conoscere creando il marchio @auxilia books per dar voce ad alcuni dei
bambini che ha contribuito a salvare, affidando il racconto delle loro vicende
a Susanna De Ciechi, scrittrice e ghostwriter milanese. La bambina con il
fucile è il primo della serie, e il ricavato della vendita dei libri sarà
interamente devoluto a sostegno delle attività di @uxilia onlus.
La bambina col fucile è in vendita su Amazon sia in versione e-book che cartacea.
Anche la mente ha bisogno di frescura. Queste superbe poesie (2 Premi Nobel per la letteratura!) mi portano al mare, il mio mare azzurro intenso e profumato: il Mediterraneo.
Riflessioni antelucane Che dici? Malata di infanzia o adolescenza? Non me ne vergogno certo, perché dovrei? Quanto poco mi conosci e come non capisci! Nessuno piu' di chi non ha avuto, non ha e non avrà certezze, nessuno piu' di chi ha frequentato l'inferno ed ancora ci scende ogni tanto, puo' apprezzare le piccole cose. Nessuno piu' di me puo' amare la vita nelle sue manifestazioni piu' semplici e nella bellezza dell'essere e dell'esserci. Fortunato chi ha condotto un'esistenza senza grandi scosse? Chi si adagia nel grigiore di una vecchiaia senza speranze? Forse. Ma la felicità di riscoprire quello che i tuoi coetanei, e non solo, non ricordano, non prendono in considerazione, non apprezzano e nemmeno conoscono, non la cambierei nemmeno con la promessa di un solo giorno di uniforme e piatta tranquillità. Ho la consapevolezza dell'aria, del tempo, dei sentimenti, dell mente che spazia e sa ancora capire e volare. Questa é la vita! E se mi fa sentire una bambina che a volte esagera beh, evviva! Buon viaggio persona fortunata. E quando rischierai durante il tragitto di morire di noia guarda, inforcando i tuoi occhiali dalle spesse lenti da miope, guarda fuori dal finestrino del tuo treno senza corse né fermate e saluta quella ragazzina che corre nel prato saltando gli ostacoli che incontra,cadendo e rialzandosi in continuazione. Lei si' che sta viaggiando! Marisa Cappelletti
Cosi', perché sono stanca, sono triste ma, lo crediate o no, ho nel profondo una parte nascosta di vita che sarà sempre felice.
E mi parlerai Mi parlerai del tempo Che ci ha dimenticati Sospesi nell’immobilità Di vite mai vissute. Ti ricorderai di parole Che non ci sono note Sepolte dentro di noi Per paure mai affrontate. Maledirai quel vento Che altrove ha trasportato I mie ed i tuoi semi Di esistenze mai cercate. Piangerai le lacrime Che non sapevi gelide Di un passato perduto In lande mai esistite. Mi stringerai di nuovo In un abbraccio vuoto Di corpi abbandonati A demoni mai sconfitti. E mi parlerai di noi di due punti tracciati sulle infinite righe dell’esistenza umana che per un’ultima volta e una volta soltanto hanno varcato la soglia di un eden sconosciuto. Marisa Cappelletti
Qualche anno fa (non troppi anni ma nemmeno pochi) esattamente alle 11,10 di un mattino assolato e caldo ho fatto la cosa piu' bella ed importante della mia intera vita. Era una cosina rosa con il nasino un po' schiacciato e non pareva cosi' felice di essere arrivata in questo mondo strambo: piangeva stringendo i piccoli pugni, come ad allenarsi alla difesa sul ring della sua futura vita. Era Cristina. Tanti auguri a questa mia straordinaria figlia, combattente nata, donna forte e fragile, amica e compagna d'avventura. Auguri di un futuro migliore, sempre e comunque, di una felicità finalmente trovata, di una sicurezza alla fine raggiunta. Auguri di sogni sempre nuovi, di speranze mai perdute, di fantasia che si rinnova, di grandi sentimenti, di generosità, di salute, di allegria, di sorrisi e di ironia. Perché per sopravvivere ce ne vuole parecchia. Auguri da una mamma che non si sentirà mai cosi' vecchia da non poter camminare al fianco della sua splendida figlia.
Non ho mai amato, non amo e mai amero' la boxe. Per me non è uno sport, non ha nulla di nobile né di eroico. Trovo assurdo, incivile e disumano che due uomini debbano essere costretti, per fame o per soldi, a picchiarsi e farsi male. Nulla giustifica la violenza verso un altro essere umano o no che sia, nemmeno l'odio o l'ira incontrollabile, ma che due persone consenzienti si affrontino su un ring, incitati da un pubblico che vuole barbaramente vedere il sangue é jnaccettabile.
Cio' chiarito, adoro la canzone di Paolo Conte "Sparring Partner". Paolo Conte, avvocato in quel di Asti e forse, dato l'età non piu' giovane, in pensione, é uno degli autori, musicisti, poeti e jazz-man piu' geniali d'Italia. Mi sento di raccomandarvi l'ascolto delle sue originali e splendide canzoni, cominciando da quell'Azzurro che rese celebre Adriano Celentano.
Direttamente dalla mia cucina nella mia padella E' un piatto povero della cucina napoletana, si cucina in un attimo, si possono apportare tutte le varianti che la vostra fantasia suggerisce ed è buonissima! Se avete della pasta avanzata, anche con il sugo va bene, oppure potete farla al momento, in bianco, passata sotto l'acqua fredda e ben scolata. In una ciotola sbattete due o meglio 3 uova intere, aggiungete provolone o altro formaggio saporito a dadini, pancetta affumicata sempre a dadini oppure prosciutto crudo o cotto tagliato in piccoli pezzi, qualche cucchiaio di parmigiano, sale e pepe. Mescolate ed aggiungete gli spaghetti freddi. Mescolate ancora, mettete in una padella anti-aderente olio extra vergine d'oliva e quando sarà ben caldo versate il contenuto della ciotola. Cuocete come una normale frittata, girando con cautela da entrambi i lati. Puo' essere un piatto unico semplice, gustoso e poco costoso. Bon appetit.
Poi ci sono io: diciassette anni ed un sacco di spigoli. Nel
corpo e nel carattere. Non mi sento bella, non mi sento particolarmente
intelligente né piacevole, ho i capelli ricci ed il seno piccolo, non ho
nessuna esperienza con i ragazzi. Almeno quell'esperienza di cui tutte parlano
ed alcune si vantano. Ma nonostante le incertezze sono sicura di una cosa:
voglio lui. Lui che non mi fa mangiare, lui che non mi fa dormire, lui che mi
guarda e mi sorride con quel sorrisino furbo, lui che mi stringe mentre balliamo
e poi sparisce per giorni, ed io muoio.
E' vacanza ma anche sofferenza. E' il mio primo vero amore.
E non credo di aver trovato il ragazzo giusto per questa cosa importante. Non
sono quella giusta per lui. Lui cosi' bello ha bisogno di qualcuna altrettanto
bella non di una ragazzina come me, lo so. Ma non posso farci niente, credo che
lo amero' per sempre.
La spiaggia il mare ed il sole resteranno li' mentre io me
ne vado e torno alla mia solita vita. Lascio qui la mia anima ed il mio amore
maltrattato.
Vieni a dirmi addio ma, ti prego, per una volta, per me,
fallo dolcemente.
C'é il sole.
Il mare é lo stesso, ma io sono cambiata.
Ho ventuno anni, sono maggiorenne, consapevole delle mie
possibilità, sono cresciuta anche fisicamente, credo di essere se non bella,
almeno piacevole, ho una certa cultura, qualche esperienza ed il mio amore. Si'
lui! Quello dal sorriso furbetto. Ci siamo ritrovati sempre qui ogni estate, ho
scoperto di piacergli, scoperto che tornava per me, che si stava innamorando proprio
di me! Lui é un poco piu' grande, si laureerà a breve, farà il servizio
militare e poi...poi chissà. Verrà, come ha già fatto altre volte, nella mia
città e forse mi farà quella domanda che ho sempre sognato mi facesse. Ora
pero', in questo momento, sono pronta per lui. Finalmente mi amerà. E lo farà
dolcemente.
C'é il sole.
Ma non scalda, non mi scalda.
Ho quarant'anni, ma é come se ne avessi cento. Quante cose
sono successe, quanto é cambiata la mia vita. Accanto a me non c'é nessuno, non
piu'. Il bel ragazzo di un tempo? No, lui l'ho scordato da tanto, non so piu'
dove sta e se sta. No, non é vero che l'ho scordato, a volte ci penso, penso a
come mi sono comportata, a come l'ho abbandonato al suo destino senza spiegare,
senza farmi mai piu' sentire. Un comportamento orribile. Ma avevo paura, non
avevo sicurezze, non volevo lasciare la mia città e cosi', dopo poco ho sposato
un altro. Mi sono illusa, ho creduto fosse amore, ma ben presto questo amore ha
cambiato faccia: é divenuto gelosia, disprezzo, violenza. Ho subito, accettato,
pianto. Mi sono fatta e mi hanno fatto molto male. Troppo.
Un giorno, un bel giorno in fondo, mi sono svegliata da un
pericoloso letargo e me ne sono andata. Senza strepiti né rimpianti, l'ho fatto
dolcemente.
C'é il sole.
Mi abbronza e scalda il cuore di cinquantenne serena.
Scalda anche il mio adorato Ambrogio, pastore tedesco che mi
riempie la vita, che mi ama in modo incondizionato e mi difende con fedeltà
assoluta. Ho cambiato la mia esistenza, l'ho riempita di amici, di interessi,
di pagine scritte. E pubblicate. Si', scrivo. Poesie, romanzi. E, successo o
no, sono soddisfatta e felice.
Uso il pc come un esperto: navigo, cerco, ricerco e trovo.
Cosa? Vecchie conoscenze, nuovi amici scrittori e....lui. Si', il ragazzo dal
sorriso furbetto! Il mio primo amore.
Con mia enorme sorpresa é stato felice della mia mail, ha
risposto subito e subito ci siamo raccontati un sacco di cose. Lui ha trovato
tra le righe del computer una tristezza che cercavo di nascondere ed io allora gli
ho raccontato, a lui che non conoscevo piu', la mia vita per tanto tempo
disperata. L'ho raccontata come non avevo mai fatto con nessuno, come se non ci
fossimo persi per piu' di un quarto di secolo. E lui ha avuto parole di
comprensione, d'affetto, parole giuste, da uomo sensibile ed intelligente quale
sono sicura che sia. Mi ha consolata e l'ha fatto dolcemente.
C'è il sole.
Anche se gli anni sono passati, c'é ancora il sole.
E, ci crediate o no, c'é anche il mare. Lo so, é l'ovvietà
dell'ovvio, ma a volte anche l'ovvio puo' essere sorprendente.
Non è stato facile, no. Per niente. Ma affrontare le sfide
non mi ha mai fatto paura ed alla fine eccoci qui di fronte al vecchio caro
mare che ci ha aspettato con tanta pazienza. Io ed il mio ragazzo dal sorriso
furbetto, quello che pensavo avrei amato per sempre. E lo faccio e lo faro' per
tutto il tempo che avro' ancora a disposizione. E' stato strano e bellissimo
parlare di quello che realmente sentivamo e volevamo allora, é stato
sconvolgente sapere e capire ora quanto ci eravamo amati senza mai
dichiararcelo, quanto ci eravamo mancati e come non ci siamo mai scordati. Ora
che i giochi sono fatti, che l'età ci consente la sincerità assoluta, ora ci
amiamo finalmente come si ama il grande amore della vita, quello che non sempre
capita e si riconosce. Ce lo diciamo ogni momento, prendendoci per mano e
guardandoci negli occhi che per noi due sono esattamente quelli di allora.