giovedì 12 maggio 2016

Pablo Neruda



Pablo Neruda, pseudonimo di Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto (Parral, 12 luglio 1904 – Santiago del Cile, 23 settembre 1973), è stato un poeta, diplomatico e politico cileno, considerato una delle più importanti figure della letteratura latino-americana contemporanea.
Scelse lo pseudonimo di Pablo Neruda, in onore dello scrittore e poeta ceco Jan Neruda , e che in seguito gli fu riconosciuto anche a livello legale. Definito da Gabriel García Márquez "il più grande poeta del XX secolo, in qualsiasi lingua" e considerato da Harold Bloom tra gli scrittori più rappresentantivi del canone Occidentale, è stato insignito nel 1971 del Premio Nobel per la letteratura.

Ha anche ricoperto per il proprio Paese incarichi di primo piano diplomatici e politici, come quella di Senatore. Inoltre è conosciuto per la sua volontaria adesione al comunismo - per cui subì censure e persecuzioni politiche, dovendo anche espatriare a causa della sua opposizione al governo autoritario di Gabriel González Videla -, la sua candidatura a Presidente del Cile nel 1970, e il successivo sostegno al socialista Salvador Allende. Morì in un ospedale di Santiago poco dopo il golpe del generale Augusto Pinochet nel 1973, ufficialmente di tumore ma in circostanze ritenute dubbie, mentre stava per partire per un nuovo esilio.


Adoro questa poesia a torto poco conosciuta!


Come adoro quest'altra, probabilmente una delle piu' note. La riporto nella lingua del poeta perché, a mio modestissimo parere, tradotta perde gran parte della sua straordinaria forza:

Puedo escribir los versos más tristes esta noche. 
Escribir por ejemplo: "La noche está estrellada, y tiritan,
azules, los astros, a lo lejos".

El viento de la noche gira en el cielo y canta.

Puedo escribir los versos más tristes esta noche.
Yo la quise, y a veces ella también me quiso.

En las noches como ésta la tuve entre mis brazos.
La besé tantas veces bajo el cielo infinito.

Ella me quiso, a veces yo también la quería
Como no haber amado sus grandes ojos fijos.

Puedo escribir los versos más tristes esta noche.
Pensar que no la tengo. Sentir que la he perdido.

Oír la noche inmensa, más inmensa sin ella
Y el verso cae al alma como al pasto el rocío.

Qué importa que mi amor no pudiera guardarla.
La noche está estrellada y ella no está conmigo.

Eso es todo. A lo lejos alguien canta. A lo lejos.
Mi alma no se contenta con haberla perdido.

Como para acercarla mi mirada la busca,
Mi corazón la busca, y ella no está conmigo.

La misma noche que hace blanquear los mismos árboles.
Nosotros, los de entonces, ya no somos los mismos.

Ya no la quiero, es cierto, pero cuánto la quise.
Mi voz buscaba el viento para tocar su oído.

De otro. Será de otro. Como antes de mis besos.
Su voz, su cuerpo claro. Sus ojos infinitos.

Ya no la quiero, es cierto, pero tal vez la quiero.
Es tan corto el amor, y es tan largo el olvido.

Porque en noches como ésta la tuve entre mis brazos,
Mi alma no se contenta con haberla perdido.

Aunque éste sea el último dolor que ella me causa,
y éstos sean los últimos verso que yo le escribo.

Pablo Neruda


Marisa Cappelletti

mercoledì 11 maggio 2016

Pensieri brevi

Riflessioni e conclusioni


Tempo

Hai ancora tutto il tempo.
Il tempo comincia a scorrere.
Attento, il tempo passa.
Sei a metà del tuo tempo.
Non so se sei ancora in tempo.
Tutto il tempo trascorso.
Non c'é più tempo.
Tempo scaduto
Dissolvenza.....

Crederci

Il lato nascosto della beffa:
la pochezza di chi la trama.
La forza di chi subisce:
la volontà di crederci ancora.

Consigli

Vivere nel tempo
seguire il vento
ridere e sognare
continuare ad amare.


Esperienza

Amavo non sapendo ancora cosa fosse amore
e ti ho perduto.
Amo con tutto quello che ora posso e so dare
e ti ho ritrovato.



Marisa Cappelletti

martedì 10 maggio 2016

Sciocchezze...

Un puro divertimento, senza nessuna pretesa di essere un racconto.
Se vi va.

070 Una cascata di diamanti


L’agente 072 da Roccacannuccia con amore entro’ dalla finestra dell’Hotel a*******L a Mosca.
L’agente 070 da Canicatti’ con passione non se ne accorse perché stava immersa nella Jacuzzi 5X5 sul terrazzo dell’attico personale con vista sul Cremlino.
Non faceva caldissimo, ma l’acqua era tiepida e profumava di mughetto e lei, Giuditta, si godeva ad occhi chiusi la carezza delle bollicine d’ossigeno sul corpo statuario ed abbronzato.
Pasquale sorrise con quel sorrisino che faceva impazzire ogni donna presente nell’arco di 500 metri e si sfilo’ lo smoking Tom Ford rimanendo con i suoi famosi boxer a quadrettini azzurri. Avanzo’ silenziosamente sul terrazzo panoramico e quando lei lo vide, lui si era già infilato nell’idromassaggio.
070 lo guardo’ con gli occhi verdi come i piu’ pregiati smeraldi delle miniere di Muso ed abbozzo’ un sorriso invitante. 072 scivolo’ verso di lei, due coppe di Dom Perignon in una mano, l’altra a cercare lei sotto il pelo dell’acqua. La voce roca di lei gli fece il solito effettaccio e la donna, ripetendo il famoso dialogo del film gli sussurro’: -Tesoro hai la pistola o sei contento di vedermi?- Poiché Pasquales si era sfilato i boxer prima di entrare in acqua, fu evidente che era piu’ che contento.
Le accarezzo’ il pube morbido e poi le porse lo champagne. Lei appoggio’ il bicchiere sul bordo della vasca e si alzo’ in piedi, grondando acqua, lucida e coperta di gocce come diamanti, una cascata di diamanti sul velluto ambrato, il triangolo bianco in evidenza, il seno piccolo e marmoreo, le braccia dietro la nuca a trattenere i lunghi capelli biondi.
La guardo’ a lungo, in silenzio, poi le pose le mani sui fianchi e l’attiro’ verso di se’. Giuditta gli si sedette in braccio, lo tenne stretto, gli sussurro’ all’orecchio -Ti ho aspettato per tanto tempo, ora ti voglio per tantissimo tempo. – I due corpi iniziarono a muoversi all’unisono, si fermarono insieme, ripresero a muoversi contemporaneamente.
All’improvviso tre agenti dell’ex KGB che non si erano accorti che il tempo di Kruscev era passato, irruppero sul terrazzo disturbando non poco la coppia.
072 da Roccacannuccia ecc. si stacco’ con balzo felino dalla ragazza prese la 44 Magnum nascosta tra i quadrettini azzurri (ma allora era la pistola o era contento? Fate voi…), e centro’ la prima spia tra gli occhi.
Anche 070 da Canicatti’ ecc. estrasse la sua Beretta Px4 Storm e centro’ la seconda spia tra le p…(perfida 070!). La terza spia era morta d’infarto quando la bella era emersa, novella Venere, dall’acqua profumata al mughetto.
Si guardarono negli occhi e sorrisero. Ignorando i tre cadaveri che piu’ tardi i pulitori dei Servizi dell’AISE avrebbero provveduto a rimuovere.
-Dove eravamo rimasti?- Chiese lui.
-Qui- rispose lei prendendogli dolcemente la mano e portandosela la’su quella sua parte che lo faceva impazzire piu’ di qualsiasi Aston Martin ultimo modello.
–E qui- prosegui’ prendendo con delicatezza il suo membro aggressivo come un leone selvaggio nella mano morbida e guidandolo lentamente.
Pasqule si inginocchio’ davanti alla bellezza sconvolgente di lei ed inizio’ a baciarla. Lei sospiro’ –Adesso mio 072, adesso ti voglio per stanotte e per tutta la vita che ci resta in questa Mosca pericolosa ma romantica-.
La sollevo’ tra le muscolose braccia e la porto’ nella suite, sul letto a quattro piazze morbido come solo lo possono essere i letti bolscevici, lei lo guardo’ negli occhi azzurro mare Mediterraneo e si persero entrambi l’uno nell’altra.
L’HiFi si era avviato automaticamente, le luci si erano abbassate, i corpi si muovevano seguendo la musica e la voce di Adèle cantava Skyfall.
I tre ex russi non seguivano piu’ nessuno e i due bellissimi rimasero trionfalmente soli nella notte moscovita piena di stelle, di balalaike e di agenti di Putin dietro ogni angolo di strada buia e solitaria.
Ma nessuno li avrebbe mai divisi, nemmeno Goldfinger in persona, perché 070 e 072 erano due spie, due spie che si amavano.

                                     Fine


Ma qui ci vuole la colonna sonora:



Marisa Cappelletti

100 parole per raccontare



Eccolo! Appena arrivato fresco di stampa.
Io sono a pag. 19 con due racconti brevissimi di, appunto, 100 parole.


Marisa Cappelletti

lunedì 9 maggio 2016

Il babbo




Erano sempre stati l'uno per l'altra, per tutta una vita segnata dalla guerra, dalla povertà,
dall'amore assoluto. Quando finalmente le cose avevano iniziato a procedere su binari
sicuri, lui si era ammalato. Uno di quei mali cattivi, uno di quelli che non perdonano.

Lei, quando glielo avevano dovuto dire, si era rifiutata di crederci. No, lui no, a lui non
doveva e non poteva succedere.
Era stata costretta ad accettare la realtà. Poi era peggiorato, tutto faceva presagire una
tragedia imminente. Lui dal loro letto che lo accoglieva da mesi la tranquillizzava, lei
tenendogli la mano gli sorrideva.

Poi una livida mattina di dicembre , mentre lei in cucina si versava un caffè lui la chiamò
con la voce divenuta rauca e flebile -Vieni, aiutami ad alzarmi, non voglio affrontarla
da perdente, voglio farle vedere che ho combattuto e so ancora combattere-

Lei sorresse senza fatica quelle poche decine di chili che erano il suo uomo, lui si alzò dritto
come un soldato, la guardò con amore e con rimpianto, poi chiuse gli occhi afflosciandosi.

E se ne andò.



Marisa Cappelletti

domenica 8 maggio 2016

La mamma



Ferma qui. Nel cuore.


Viva la Mamma!
Edoardo Bennato
1989


Marisa Cappelletti


Festa della mamma


La festa della mamma è una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo, celebrata in onore della figura di madre, della maternità e dell'influenza sociale delle madri.
In Italia è festeggiata la seconda domenica di maggio. In maggio, la festa della mamma è nata a metà degli anni cinquanta in due diverse occasioni, una legata a motivi di promozione commerciale e l'altra invece a motivi religiosi.
Nel 2000 la Festa della Mamma in Italia venne spostata alla seconda domenica di maggio, per adeguarla a quella degli Stati Uniti.
Anna Jarvis celebrò la festa moderna Mother's Day (Giornata della madre) per la prima volta nel 1908, sotto forma di un memoriale in onore di sua madre, un'attivista a favore della pace. La celebrazione di Jarvis si diffuse e divenne molto popolare, tanto che fu ufficializzata dal presidente Woodrow Wilson nel 1914, quando il Congresso deliberò di festeggiarla la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri. Con l'andare del tempo questa festività si è evoluta in una festa commerciale, il cui volume di affari è superato solo dalle festività natalizie.
La festa venne introdotta nel 1917 in Svizzera, nel 1918 in Finlandia, nel 1919 in Norvegia e in Svezia, nel 1923 in Germania e nel 1924 in Austria. Successivamente molti altri paesi introdussero anch'essi la ricorrenza.

Dopo questi pochi cenni storici, vorrei fare gli auguri a tutte le mamme, le nonne, le zie, le figlie, le donne.Auguri a chi é madre ed a chi non lo é, per scelta o per destino, auguri a tutte le donne che agiscono per il bene degli altri, figli o diversi esseri umani non importa, ad ogni singola donna che ogni giorno si occupa di qualcuno, pensa a qualcuno, ama qualcuno, di amore filiale o di altro genere, a chi, in quanto donna, sente innato l'istinto materno, a chi aiuta ed ha sempre aiutato la società ad andare avanti.


Marisa Cappelletti


sabato 7 maggio 2016

Si puo' scrivere stasera...

Ci sono sere in cui si riesce a volare, a fare ghirigori con la mente, ci sono sere in cui si vorrebbe essere altrove con qualcuno che non c'é, ci sono sere come questa...


Senti  


Scosta le coperte e lasciami entrare nel tuo letto, non parlare ma abbracciami,
fammi restare con la testa sulla tua spalla.
Senti il respiro che si calma, il sospiro che ti spiega la felicità di due corpi vicini,
girati verso di me senti le mie gambe tra le tue,
Le mie labbra sul tuo collo.
Accarezzami con dolcezza e dimmi tutto quello che vuoi, che senti, che sono per te.
Lascia che ti dia le spalle, stringiti a me, fammi sentire che mi vuoi, segui il mio ritmo
lento ascolta l'amore che ti dico.
Dimentica gli altri e tutto quello che c'è fuori da questo letto, da questo nostro mondo
unico e caldo e tienimi qui.
Accarezzami fino a farmi dire sottovoce che ti voglio subito, che ti voglio adesso, che voglio
che sia quello che non è mai stato:
un lento, travolgente, esasperante, totale amore. Un lungo, sconvolgente, infinito momento
senza respiro, senza tempo, senza ritorno.
Voglio l'amore, tutto, il tuo ed il mio.
Lo devi leggere nei miei occhi, sentire nelle mani, sulla pelle, dentro di me.
Fammi morire e poi tornare da te.
E dopo non mi lasciare. Mai.
Tienimi stretta e guardami piangere di gioia, senti i baci leggeri, ascoltami, ascoltati...​

Siamo qui.

Marisa Cappelletti



Caruso

Per me una delle piu' belle canzoni del '900



Caruso
Lucio Dalla 1986



venerdì 6 maggio 2016

6 Maggio

"La fede nella "bontà" dell'umana natura è una di quelle tristi illusioni da cui gli uomini si aspettano che la loro vita risulti abbellita e alleviata, mentre in realtà non provocano che danni."

SIGMUND FREUD  

Immagine di Sigmund Freud

Sigmund Schlomo Freud nacque il 6 Maggio 1856 a Freiberg, nella odierna Repubblica Ceca, 
Eminente neurologo e psichiatra divenne il padre della psicoanalisi e dell'ipnosi come strumento terapeutico. Considerandosi sempre uno scienziato piuttosto che un medico, cerco' di comprendere il cammino della conoscenza e dell'esperienza umana.  
Le sue teorie sulla sessualità infantile, la libido e l'ego, tra gli altri argomenti, sono stati alcuni dei più influenti concetti accademici del XX secolo. Freud sviluppò la psicoanalisi, un articolato impianto teorico e metodologico attraverso il quale è possibile curare disturbi psicologici che, all'epoca, cadevano sotto il nome di isteria e nevrosi, permettendo al paziente di diventare consapevole dei conflitti inconsci attraverso le libere associazioni, l'interpretazione dei sogni e l'analisi delle fantasie.

Marisa Cappelletti

giovedì 5 maggio 2016

Il 5 Maggio



Il 5 maggio del 1821 Napoleone Bonaparte, ex Imperatore dei francesi moriva, all'età di 51 anni, sull'isola di Sant'Elena, un lembo di terra di origine vulcanica che affiora dalle acque dell'Oceano Atlantico, a circa 1900 km dalla costa dell'Angola. Molte teorie sulla sua morte, le principali sul complotto e sull'avvelenamento,  ma pare che quasi certamente sia morto per un tumore allo stomaco.
Alessandro Manzoni, chi non lo sa? scrisse di getto,in soli 3 giorni,la celeberrima ode Il 5 maggio, dopo aver appreso dalla Gazzetta di Milano della morte di Napoleone.



 ...Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza...

Eccoci qui: siamo i posteri e mi pare che la Storia abbia ampiamente e dettagliatamente ricordato l'imperatore, il condottiero e l'uomo.
Vi aspettavate che riportassi tutta l'ode? 
Certo che no anche perché l'abbiamo studiata tutti a scuole e, verso piu', verso meno, la conosciamo tutti!


Marisa Cappelletti

mercoledì 4 maggio 2016

Un bacio sul cuore


Vi é mai capitato di sentire una frase piu' semplice e piu' bella di questa?


Un bacio sul cuore, mi hai detto.
Ed io che sono quella che scrive di tutto
e di noi, non ho saputo trovar le parole
tra quelle che correvano senza ragione,
cozzando con pensieri confusi
all'interno di una mente infiammata
dall'incoerenza che mi cattura
ogni volta che parli con me.

Un bacio sul cuore ?  ti ho chiesto.
E tu che sei cosi' dolce con pazienza
 hai dovuto spiegare a una me,
 orfana  d’argomenti e belle parole
uscite come un bianco coniglio
dal cappello di un mago mai stanco,
che a volte é cosi' che funziona:
la voce che porta dall'anima vocaboli
prima ignorati, formatisi proprio per me.

Un bacio sul cuore, mi piace.
Gli fa credere, illuso il mio cuore ,
di avere ancora vent'anni,
di sentire quei vuoti  salire e precipitare giu'
e potersi ancora permettere di ballare
una canzone che aveva scordato,
esser  forte, scoppiare  di sentimenti
abbandonati da anni tra  emozioni
che non  usano né si devono usare piu'.

Un bacio sul cuore, ho risposto.
A te ed anche a me stessa, ripetendo
le tue stesse parole cosi' semplici,  risultato
di un pensiero improvviso che ha voluto
manifestarsi in un giorno sereno sorpreso
 da un vento deciso, senza lasciarsi intimorire
dal tempo che scorre e rincorre anni
stranamente felici, regalo perfetto
e perduto che terro' chiuso nel cuore, con te.



Marisa Cappelletti

martedì 3 maggio 2016

Buona notte

A chi é stanco ed agli insonni, a chi ha ancora voglia di sognare ed a chi non ha piu' sogni,
Che sia una notte serena con la pioggia o con il vento, con la luna o con le nubi che tutto nascondono.
Buona notte a tutti coloro che amano, hanno amato ed ameranno ancora.
Buona notte amici miei, ovunque voi siate.

Spero che questo breve scritto vi accompagni piacevolmente verso ore tranquille e che vi faccia sognare un po'.



Cosi'

...E chiuderò la porta, qualsiasi sia il posto, .
dritta davanti a te mi spoglierò piano fino a restare nuda.
Ti guarderò negli occhi con sicurezza:
-Sono così, sono quella che sono con tutti gli anni
le ingiurie, i problemi e l'esperienza addosso.
Ecco, sono qui-
Piangerò dentro per l'emozione, gli inganni e la bellezza persa :
-Puoi lasciarmi sola ed uscire, se vuoi, ti saprò capire.-
Ma se resterai questo giorno non ce lo dimenticheremo più
perché dovrai amarmi, lasciarti amare, con il corpo e con il cuore,
oltre la nostra età, oltre il reale, senza respiro.
Ti verrò incontro, ti metterò le braccia intorno al collo e ti bacerò
di un bacio leggero poi mi stringerò così forte a te che sentirai ogni battito
attraverso i vestiti, attraverso i desideri.
Non avremo più parole né pensieri.
Mi accarezzerai con dolcezza e tremerò sotto le tue mani,
mi bacerai sempre più impaziente, sentirò sotto le dita
la tua pelle ancora giovane e calda solo per me.
E poi, poi non so.
Lasciamo al caso, al momento, all'intensità di tutto,
so soltanto che sarà come non è mai stato, per me e per te...


Marisa Cappelletti

lunedì 2 maggio 2016

Racconto del lunedi'

Oggi vorrei proporvi un bellissimo racconto breve di un caro amico nonché ottimo scrittore con una straordinaria sensibilità ed una non comune capacità di trasmettere emozioni.
Gabriele Cecchini é nato, vive e lavora in Romagna, è una delle penne piu' raffinate di 20Lines, ha pubblicato un libro molto originale e ben scritto "La Caduta", ha vinto innumerevoli premi letterari
tra i quali anche il prestigioso Premio InediTO Colline di Torino 2015 per il miglior testo cinematografico dal titolo "La bruma".
Vi consiglio di leggere il suo libro ed i suoi racconti brevi. 
Eccovene un esempio...esemplare:


Lisianthus


Tu e la tua mania dei fiori. Mi hai annoiato a morte in questi anni con l'ossessione dei fiori. Ci ho sempre visto un inutile affanno volto al lato frivolo dell'esistenza. I fiori, in fin dei conti, non servono a nessuno. Che poi cosa serve a chi un giorno me lo spiegherai, io non lo so. Nichilista e spartana, ecco come sono io. Tu pensavi che ti io invidiassi quel senso di leggerezza che ti dominava, forse in un certo periodo della vita l'ho fatto... ma ora, alla fine dei conti, posso dire con certezza che è meglio restare sulla terraferma e non prendere il largo verso isole di nulla ben infiocchettato. Dio quanto sono dura, me ne accorgo da me e per fortuna! Madre e figlia non potrebbero essere più diverse, non è così? E pensare che un giorno, a ragione, mi dicesti: «Ti ripugno tanto, cara mamma, ma sappi che io non sono altro che un fiore nato da una tua gemma». Convenni che non c'era modo più bello di pensare il rapporto madre e figlia. C'è lo zampino di un terzo, tuo padre, che a sua volta mi insegnò tanto su di te, più di quanto io stessa potessi comprendere con le mie sole forze. Lui non c'è più, e la sua mancanza si sente, anche tra le righe di questa mia pagina che ti sto per spedire. C'è un'aridità marcescente che gemma contro la mia stessa volontà, sarà la vecchiaia, ma c'è ben poco di cui essere allegri. Non più fiori, ma opere del diavolo. Ci sei tu, mi dovresti bastare tu con le tue gioie sul lavoro e tutto il resto, i nipoti... ma non basta. Quasi che la pianta in qualche modo, ormai vecchia, non potesse fare altro che pensare alla propria autoconservazione. Oggi che ti scrivo nel giorno del tuo compleanno, voglio farti un dono. Dio, lo so quant'è sbagliato parlare così, mi detesto, sembra che te la debba fare cadere dall'alto questa concessione, ma non è così, è solo che quando sei abituata alle tue idee, è difficile evadere dal loro pulviscolo di concetti e pregiudizi anche per la sola riga di una stupida lettera.

Insomma questo dono è il seguente: fin da bambina e per tutta l'adolescenza hai continuato a chiedermi con insistenza: «Mamma, che fiore sono io per te?», senza ottenere mai risposta, finché ti sei stancata e hai smesso di chiedermelo, ma nei tuoi occhi, negli anni che sono venuti, leggevo sulle pupille la medesima richiesta.

«Mamma, che fiore sono io per te?»

Ecco, oggi dall'alto della mia crudeltà di cinica vecchia, eredità di una natura dura, pratica, essenziale, ti dico che il fiore che tu per me sei sempre stata è un meraviglioso Lisianthus: bianco, puro e fragile, e l'ho sempre saputo. Ogni volta ripetevo quel nome nella mente senza che riuscissi a farlo uscire dalla bocca, forse per pudore, vergogna o non so che altro.

Auguri, bambina mia e ti mando, assieme alla lettera, un bel mazzo di Lisianthus bianchi!​


Gabriele Cecchini
per gentile concessione









domenica 1 maggio 2016

Concorsi Letterari


Ecco le mie proposte del nuovissimo mese di maggio per la partecipazione a concorsi letterari.
Sono completamente gratuiti ed il suggerimento é sempre lo stesso: 
partecipate, partecipate, partecipate! 
E' un'ottima palestra di scrittura, serve sempre ed inoltre questi sotto indicati sono completamente gratuiti.

In breve
Scadenza: 30/06/2016
Regioni: Nazionale
Premi: attestato, pubblicazione
Quota di adesione (in €): Gratis
Categorie: Inedito
Genere: Narrativa
Ente organizzatore: MONTEGRAPPA EDIZIONI

In breve
Scadenza: 31/10/2016
Regioni: Nazionale
Premi: attestato, pubblicazione
Quota di adesione (in €): Gratis
Categorie: Inedito
Genere: Poesia
Ente organizzatore: MONTEGRAPPA EDIZIONI

In breve
Scadenza: 05/06/2016
Regioni: Nazionale
Premi: attestato, buoni, notorietà, targa, altro
Quota di adesione (in €): Gratis
Categorie: Inedito, Per ragazzi
Genere: Narrativa, Poesia
Ente organizzatore: COMUNE DI BAGALADI

In breve
Scadenza: 08/05/2016
Regioni: Nazionale
Premi: buoni, in denaro, pubblicazione
Quota di adesione (in €): Gratis
Categorie: Inedito
Genere: Narrativa
Ente organizzatore: Fahrenheit 451-Amici della Biblioteca di Vimercate




Marisa Cappelletti

1 Maggio 2016


Il quarto Stato
di Giuseppe Pellizza da Volpedo

"Le tre regole di lavoro: 1. Esci dalla confusione, trova semplicità. 2. Dalla discordia, trova armonia. 3. Nel pieno delle difficoltà risiede l'occasione favorevole". (Albert Einstein)

Spero che il buon Albert abbia ragione e lo auguro di cuore a tutti coloro che il lavoro non lo hanno.



Vorrei augurare a tutti buona Festa del Lavoro ma non penso sia il caso. 
Ormai il 1 maggio é divenuto la riunione dei disoccupati, esodati, mai impiegati. e pensionati che dopo decenni e decenni di onesto lavoro, non riescono piu' nemmeno ad acquistare, non certo cose superflue, ma generi di prima necessità.
Oggi non si festeggia niente, se non i pochi privilegiati che hanno mantenuto un lavoro stabile 
Non si festeggia la ripresa del Paese. Perché ripresa, anche se tentano in tutti i modi di farcelo credere, non c'é. 

La Festa del lavoro o Festa dei lavoratori viene celebrata il 1º maggio di ogni anno in molti Paesi del mondo per ricordare l'impegno del movimento sindacale e i traguardi raggiunti dai lavoratori in campo economico e sociale.
In Italia  la rivista La Rivendicazione, pubblicata a Forlì,  cominciava  così l'articolo del primo Maggio, uscito il 26 aprile 1890: "Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d'ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento".
La festa ricorda le battaglie operaie, in particolare quelle volte alla conquista di un diritto ben preciso: l'orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore (in Italia con il r.d.l. n. 692/1923). Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867 nell'Illinois (USA). La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa.

La sua origine risale a una manifestazione organizzata a New York il 5 settembre 1882 dai Knights of Labor, un'associazione fondata nel 1869. Due anni dopo, nel 1884, in un'analoga manifestazione i Knights of Labor approvarono una risoluzione affinché l'evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate all'Internazionale dei lavoratori - vicine ai movimenti socialisti ed anarchici - suggerirono come data della festività il primo maggio.

Oggi fa freddo e piove, giusta giornata per una festività inesistente.


Marisa Cappelletti


sabato 30 aprile 2016

Distanze

Ci sono amori che, come dice una canzone, fanno dei giri immensi e poi ritornano.
Ci sono amori che sopravvivono a lontananze di anni e di vite, di luoghi  e di cuori.
Ci sono amori che non passano, non possono passare, restano li' in attesa di una seconda opportunità.
Ci sono amori che sono stati, sono e saranno per sempre grandi amori.




Anni, chilometri, culture, aspirazioni e sentimenti.
Eppure.
Quegli incontri superficiali, quei baci quasi rubati.
Lontani.
Lettere senza cuore mai spedite ed arrivate.
Eppure.
Parole non dette ed ascoltate, sguardi fuggevoli.
Lontani.
Vite vissute, città di qua e di là dal mare.
Distanze.
Ricordi, dolori, attese inconsapevoli e ritorni.
Amore.


Marisa Cappelletti

venerdì 29 aprile 2016

Mi serve

Forse l'ho già scritto quel che mi servirebbe, ma continuo ad essere certa che mi occorre tutto questo ed anche di piu'.



Mi serve una stanza vuota in un palazzo
che scoppia di echi lontani e vicini, 
di voci passate e future, di vite vissute
e da vivere, di accordi e di note stonate.
Mi servono muri imbiancati di fresco,
l'odore del legno invecchiato, i vetri puliti
di finestre aperte su giorni passati e fuggiti,
su viali sfumati di nebbia su odori
d'autunno di un'infanzia innocente 
perduta per strade mai ripercorse.
Mi serve la pace che vorrei avere 
per chiuderla dentro di me, valigia
senza cerniere riempita di panni tessuti
con lutti e piccole gioie, cappelli rubati 
dal vento, pensieri che non ho più.
Vorrei una poltrona rossa nel centro 
della mia stanza, seduta con gli occhi
chiusi che guardano chi se n'è andato 
lasciandomi nuda d'affetti che gridano 
la loro assenza.
Vorrei un quadro dipinto con la nostalgia
più dolce, col mare che mi cullava su onde
di un destino ignorato, le grida di quei 
gabbiani che purtroppo non ho ascoltato.
Vorrei un piccolo armadio dove 
riporre con lavanda e fiori la fiducia
persa negli uomini che stanno là fuori 
a colpire con anime che più non hanno
la libertà che ognuno pensa di avere.
Ma datemi solo uno specchio da appendere
davanti a me perché io possa vedere 
la porta là in fondo aprirsi in silenzio 
per lasciarti entrare, fermarti e sorridere
alle mie spalle, l'immagine di come eravamo,
in una stanza riempita di noi, dell'aria 
che ti ha portato, di tutto quello che abbiamo,
dei sogni che avevamo fatto, 
della realtà che ci ha ritrovato.


Marisa Cappelletti

Oggi

Succede


Oggi é una giornata orribile. 
Veramente tutta la settimana
é stata orribile. Sono stanca. 
Oggi ho deciso che invecchiero'.
Non ascoltero' piu' nessuna chimera,
non inseguiro' piu' nessuna illusione.
Oggi ho deciso che avro' i miei anni.
Non sorridero' piu' all'aurora,
non amero' piu' la notte.
Oggi ho deciso che me ne staro' qui.
Ferma. Ad aspettare un futuro
che non arriverà per me.
Oggi ho deciso che invecchiero'.
Forse. 


Marisa Cappelletti

giovedì 28 aprile 2016

Tiritera innamorata

Mi diverte molto scrivere filastrocche. 
Questa é per un innamorato restio a confessarlo.



Tu dillo


Se parlare ti ha stancato
Presto mangia un bel gelato
Indi guarda la tivvu’
Ed a me non pensar piu’.
Ti ricordi mio bel tomo
ti ricordi io chi sono?
Sono sempre la tua fata
Quella mora scatenata
Che ricorre nei tuoi sogni
Stuzzicando quei bisogni
Che avevi perso ormai
Ma a cui ripensando stai.
Son la dolce ragazzina
Che ritorna quasi bambina
Da lontani anni di mare
E con te vuole restare.
Se non sai piu’ dirmi che
Vuoi amare solo me
Non ci resta  bello mio
Che un sonoro triste addio.
Ma se ancora sai trovare
Le parole dell’amore
Dille sempre dille ora
Non stancarti non ancora
Questo sentimento strano
Questo cuore nella mano
Che ti porgo ogni momento
Sarà sempre l’argomento
Del tuo dire del mio fare
E non puo’ certo tacere
La tua voce che mi ammalia
Che ogni volta no non sbaglia
Se mi dice un dolce motto
chè di me tu sei stracotto.
Dillo sempre e dillo ancora
Perché questa tua signora
Come te è innamorata
E vuol sempre essere amata
Con parole anche sentite
Ma pur sempre assai gradite.
Dillo sempre e dillo ancora
Che mi ami piu’ di ora
Che mi vuoi che mi pensi
Che stravolgo tutti i sensi
Che han saputo ritornare
Grazie al nostro sol parlare.
Non scordare amore mio
Che chi ami sono io
Che l’amore è travolgente
Che ci prende anima e mente
Non si parla poi del resto
Non è certo qui il contesto
Ma io ti voglio e tu mi vuoi
Non si scappa no non puoi!
Dunque dillo ancora dillo sempre
Che ci amiamo veramente
Dillo sempre  e dillo ancora
Non pensare, dillo ora!


Marisa Cappelletti