mercoledì 7 febbraio 2018

Sanremo 2018




Ornella Vanoni
Imparare ad amarsi

Ieri prima serata del Festival.
Io lo guardo. Sono una degli 11 milioni ed oltre di italiani che lo guardano, ma una delle pochissime che lo ammette. Chissà poi perchè. Troppo pop e poco raffinato? Ma!
Comunque quel che ho visto mi è piaciuto. Non proprio tutto certo, ma la gran parte dello spettacolo si', a cominciare dai conduttori: ironico anche se un po' rigido e ritoccato Claudio Baglioni, professionale ma nel contempo simpatica, bella ed elegantissima la  Hunziker (solitamente la sopporto poco perchè ride sempre e gesticola troppo), Favino poi è uno dei giovani attori italiani che preferisco, dunque l'ho trovato proprio bravo. Che dire di Fiorello? Non classificato per eccesso di bravura!
Le canzoni: tante mi sono piaciute, alcune no. Ho trovato la Vanoni splendida nei suoi 80 anni: bella e divina in quell'abito pantalone bianco da gran sera,  signora ed interprete indimenticabile. Mi piace sempre Ruggeri quest'anno con i Decibel, suo antico gruppo : sensibile nelle parole e nella musica. La canzone-ballata di Luca Barbarossa in un romanesco molto comprensibile è forse scontata, ma emozionante, molto sentita e vera. Ho adorato qualche anno fa gli Avion Travel e mi é piaciuta molto la canzone dei due componenti del gruppo. Ho apprezzato i due Pooh, anche se l'aria riecheggia la splendida Uomini soli. Ron, furbetto come sempre (vedi Vorrei incontrarti tra cent'anni di shakespeariana memoria) ha cantato senza lode e senza infamia una bellissima canzone inedita di Dalla e si sentiva che era di Lucio.  Altri due ragazzi ho trovato bravi: Ermal Meta e Fabrizio Moro. Una canzone politically correct.


Enzo Avitabile e Beppe Servillo (ex Avion Travel)
Il coraggio di ogni giorno

Alcuni invece non mi sono piaciuti per nulla: The Colours, che non mi piacciono mai, Mario Biondi sacrificato in un ambito non suo, Nina Zilli e mi dispiace, Max Gazzè che solitamente apprezzo, ma qui mi è parsa, la sua, una canzone confezionata ad hoc ma confezionata maluccio molto noiosa, Elio e le storie tese, non mi piacciono e basta. E quel gruppo, Lo stato sociale compresa l'esibizione della signora americana parecchio agèe, non ho capito il nesso e non mi è piaciuta  la canzone.  Mi ha sorpresa la votazione della giuria demoscopica (misteriosa giuria ma anche misterioso aggettivo)  e non perchè la maggioranza delle mie preferite è  stata poco votata, ma perchè sono state date molte preferenze a canzoni mediocri. Speriamo nelle altre giurie che verranno.
E stasera si ricomincia. Se non mi addormento prima della fine e non perchè la trasmissione sia noiosa, ma perchè non sono piu' giovane, non dormo molto la notte e mi sveglio all'alba, cosi' verso le 22,30 massimo 23 io casco dal sonno!
Eh la giovinezza!
Luca Barbarossa
Passame er sale



Marisa Cappelletti



domenica 4 febbraio 2018

Morale della favola



Scrivo perchè mi riesce meglio del discorso parlato, scrivo perchè mi piace e lo pratico fin da bambina, perchè mi posso esprimere in libertà senza interloquire con qualcuno; lo faccio, in tutta onestà, per puro piacere.

Non aspiro alla notorietà ma alla soddisfazione personale. Sto qui da parecchio tempo ed anche se a volte non mi piace molto quel che leggo perchè il lavoro svolto fino a poco tempo fa mi porta ad analizzare ogni singola parola, apprezzo l'impegno di chiunque voglia esprimere qualsiasi concetto o raccontare qualunque storia.

Scrivo lettere telematiche piene di parole che altrimenti non avrei il coraggio di dire, scrivo poesie che mai avrei pensato di immaginare, racconti con i piu’ svariati intrecci e protagonisti.

Insomma, morale della favola, scrivo per diletto, per gli amici, per me, per amore e nostalgia, per allegria e malinconia, per felicità e per rimpianto.

Ed anche oggi, domenica, scrivo.

Caro amico ti scrivo
Lucio Dalla Francesco De Gregori


Marisa Cappelletti



venerdì 2 febbraio 2018

Fragilità

Oggi va cosi'



Fragilità


Fragile nella mia cercata e voluta forza.
Forte di quella fragilità mai abbandonata.


Marisa Cappelletti



mercoledì 31 gennaio 2018

Il blocco dello scrittore

Succede, succede sempre, ai principianti ed anche ai migliori.



Vuoti


Niente mi stimola, niente mi sovviene
in questa vecchia mente che ancora
vorrebbe lavorare.
Una piccola luce, un minimo pensiero
nulla idea brillante scoppiata all'improvviso
nel rimuginare.
Vagando senza meta nel vuoto circostante
rinuncio alla lettura di pur egregie storie
recandomi nel verde
del piccolo giardino ad osservar natura
che sa ben raccontare ogni istante di ciò che l'uomo 
poi si perde.


Marisa Cappelletti


martedì 30 gennaio 2018

Trappole


Ho partecipato tempo fa ad un concorso letterario con una silloge di mie poesie. Ci speravo in questo concorso perchè la casa editrice che l'aveva indetto godeva di tutta la mia stima: piccola, indipendente, con titoli e contenuti di qualità. 
Non ho vinto. E va bene cosi'.
Ma ieri una mail mi ha avvertito che il mio lavoro era molto piaciuto e meritava di essere conosciuto da appassionati del genere e da molti lettori. 
Bene, evviva!
Allegato c'era la copia del contratto. Tutto regolare a parte il doppio editing richiesto all'autore. Ma io devo fare l'editing? E' chiaro che a me le mie poesie vanno bene cosi' come le ho scritte! Pero' avrei potuto farlo, forse la redazioni dava suggerimenti ed io avrei dovuto modificare qualche cosa, forse.
Ma nella seconda metà del contratto ecco la sorpresa: 
avrei dovuto acquistare 50 copie dell'opera,
che a dodici euro a copia fanno una bella sommetta! 
E cosi' anche la casa editrice che mi piaceva tanto è una di quelle che piazzano trappole sul web sotto forma di concorsi letterari per acchiappare le speranze di pubblicazione di autori sconosciuti e sconsolati.
Bene, cancello anche questa piccola editrice dai contenuti di qualità.
Me ne resterà qualcuna all'antica cioè che pubblica opere che piacciono agli editori?
Chissà. Lo scopriro' solo scrivendo.



Marisa Cappelletti   

lunedì 29 gennaio 2018

Le mie due righe

Come ogni lunedi' sul profilo Facebook di Radio1 Plot Machine stamattina è stato pubblicato l'incipit per una storia di 2 righe  da inviare nei commenti entro questa sera. La migliore verrà letta in diretta su Rai 1.
Certo non è per il premio che si partecipa, ma per il piacere di trovare qualche cosa di originale da scrivere. Purtroppo, come in ogni Social, quel che conta sono i Like ed io non vincero' mai perchè non ho una marea di amici da contattare. Avro' 3 o, se saro' fortunata, 4 mi piace e basta.
Vi andrebbe di leggere la mia storia breve e mettermi un mi piace se è di vostro gradimento?

Questo è il procedimento:

cercate su FB  Radio1 Plot Machine

andate al post
+++stasera crea la tua storia che non c'era+++


                                   
Marisa Cappelletti Sarebbero invecchiati insieme pensò felice Otello osservando distrattamente la dolce Desdemona porgere il suo fazzoletto ad un raffreddatissimo Cassio...
Marisa, 

La mia storia è li' sotto nei commenti con il mio nome Marisa Cappelletti. Leggetela se vi va (è          brevissima, solo 2 righe) e mettetemi un bel mi piace se effettivamente cosi' è.  

Marisa Cappelletti Sarebbero invecchiati insieme pensò felice Otello osservando distrattamente la dolce Desdemona porgere il suo fazzoletto ad un raffreddatissimo Cassio...
Marisa 

Grazie!!



Marisa Cappelletti                                      


                                                                                                                                        

domenica 28 gennaio 2018

In frantumi

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E' una domenica di nebbia, una domenica tipicamente lombarda umida e malinconica, una domenica che porta con sè pensieri tristi, che è possibile vincere e sostituire con la speranza.

La vita, almeno la mia, é una caduta continua con momenti di sospensione. Non sopra le nuvole ma sospensione momentanea di ferite e lividi, di quelli che raramente si rimarginano o scompaiono del tutto.
Nessuno può prescrivere ricette di serena sopravvivenza o di ricomposizione miracolosa di
anime cuori e menti ridotte a ferraglia arrugginita da inutili ma comprensibili lacrime interiori
di autocommiserazione.
Devi rialzarti da solo, stringere i denti e guardare oltre.
Ed allora, ma solo allora, quando il tuo sguardo volgerà lontano, ti racconterò di sprazzi d'azzurro sopra nuvole nere, di pensieri finalmente liberi che possono ancora proiettarsi verso
piccole o grandi speranze, di cuori che si scoprono capaci di riempirsi di nuovo d'amore e di anime pronte per l'ennesima volta a darsi a chi saprà meritarle, a dare perchè quello é il loro ruolo.
Ti dirò che può succedere di essere felici, anche dopo essere stati smembrati e buttati via, fidati, può succedere.
Ti consegnerò il foglio bianco senza un rigo, perché dovrai essere tu a scrivere quel che é stato, quello che é e quello che vuoi fortemente che sia domani.
Coraggio, lo sai e lo puoi fare.


Marisa Cappelletti




venerdì 26 gennaio 2018

In memoria



"Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati al fondo. Più giù di così non si può andare: condizione umana più misera non c’è, e non è pensabile. Nulla più è nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga."



 "‘Guai a sognare: il momento di coscienza che accompagna il risveglio è la sofferenza più acuta. Ma non ci capita sovente, e non sono lunghi sogni: noi non siamo che bestie stanche."


Brani tratti dal libro
Se questo è un uomo
di Primo Levi






martedì 23 gennaio 2018

Ci sono racconti e Racconti


Ci sono scrittori, e sono tantissimi, che pubblicano un libro dopo l'altro, che vendono molto per la gioia dei loro editori, che sfornano storie ovvie, scontate, poco interessanti e senza fantasia, ma sono comunque ai vertici delle classifiche. Perchè?  Perchè piu' le storie sono disimpegnate, brevi ma tirate in lungo aggiungendo sesso, parolacce,  qualche cosa di romantico ed alcuni belli e dannati piu' piacciono. Beh, si obietterà, evidentemente é quello che vuole il lettore! Forse, ma forse é anche quello che oggi  "passa il convento" . Un tizio famoso o semi-famoso per altre ragioni, all'improvviso decide di scrivere un libro. Se lo scrive lui. Comunque decide di metterci la firma ed ecco fatto! Il nome attira, l'editore lo sa benissimo, il battage pubblicitario è di prim'ordine perchè val la pena spendere perchè tanto poi i risultati ci saranno,  va in tv, alle radio, sui giornali, e voilà il gioco è fatto: ecco il best seller! 
Ci sono scrittori, e sono tantissimi, che non verranno mai pubblicati perchè, pur essendo bravissimi, pur scrivendo storie interessanti, appassionanti, con una grammatica perfetta ed un linguaggio forbito, sempre eleganti e mai volgari, tanta fantasia e personaggi incisivi, sono sconosciuti, non hanno alle spalle un cognome famoso, uno zio influente, nemmeno un piccolo scandalo, non conoscono nessuno, tanto meno i giochi perversi del business, percio' anche se bravissimi e talentuosi, non riceveranno mai una proposta di contratto, se non a pagamento. L'editore non rischierà mai un minimo di pubblicazioni e figurarsi un po' di pubblicità per uno sconosciuto. Piuttosto ti ripubblica Pirandello o Erica Jong, che, con le dovute differenze, vendono sempre.
E dunque il serpente si morderà sempre la coda ed i pochi famosi saranno sempre nelle vetrine dei grandi editori, mentre i molti si dovranno accontentare delle Antologia di AAVV (Autori Vari) che poco vendono. 
Avete mai provato a leggere una antologia, magari firmata da un piccolo editore abbastanza conosciuto nel giro per essere onesto ed interessato alla scrittura di un certo livello? Provate, rimarrete sorpresi: ci saranno racconti che vi stupiranno, vi coinvolgeranno, vi divertiranno, vi faranno piangere e ridere e ci saranno racconti che non potrete abbandonare prima della fine, siano essi di due o dieci pagine. Troverete vere storie di scrittori veri, sconosciuti si' e che probabilmente tali rimarranno, anche se auguro a tutti loro una fulgida carriera costellata di successi, ma avrete finalmente letto qualche cosa di valido e di bello. Provate!

Suggerimenti:
Historica Edizioni:
Lettere a mio figlio
Racconti di Cultora Nord


Marisa Cappelletti




mercoledì 17 gennaio 2018

Un'altra vita


E come dici tu finiremo lassu’ nello spazio siderale, dimenticati e dimentichi di questa faticosa vita.

Ci ritroveremo sul piccolo pianeta  HD5608 della costellazione di Andromeda. Ci guarderemo negli occhi stranamente dello stesso colore terreno e qualche cosa scatterà nei nostri quattro cuori, Si’ avremo due cuori ciascuno perché li’ i sentimenti saranno padroni dei corpi e nulla né nessuno potrà mai piu’ cambiarli o ostacolarli. Saro’ la tua bellissima fata dai capelli turchini e tu sarai il mio splendido principe verde.

Scenderemo correndo con le nostre lunghe gambe dal ponte dell’arcobaleno e saremo spinti da un dolce vento tiepido uno nelle braccia dell’altra. Immediatamente intorno sbocceranno fiori enormi dalle corolle iridescenti di mille colori e quattro ragazzi blu dalla zazzera lunga e dai vestiti terreni anni 60  inizieranno a suonare strumenti  di corallo ed a cantare canzoni d’amore con voci angeliche

Non ti pare di aver già sentito  quella…come fa… Michelle ma belle?

Avremo una piccola casa sull’albero piu’ alto cosi’ che basterà allungare il braccio fuori dalla finestra per nutrirci di frutti deliziosi e sempre diversi a secondo delle giornate e dell’umore di chi li raccoglie.

Il sole splenderà ogni giorno per 10 mesi, il mare color smeraldo sarà sempre calmo ed i pesci effettueranno una propria selezione naturale, venendo a posarsi con le proprie ali argentate nei nostri piatti. L’uva dorata regalerà un vino leggero che non avrà effetti pesanti ma ci regalerà una leggera euforia che ci renderà ancora piu’ felici di quel che già saremo.

I nostri corpi saranno sempre giovani e liberi da panni inutili, correremo nel vento e nel mare e ci ameremo, perché da subito sapremo, memoria fisica di un altro tempo e di un altro mondo, di essere nati o se vuoi ri-nati l’una per l’altro.
 
L’amore là su HD5608 sarà straordinario, ore ed ore d’amore senza mai fermarci perché i nostri quattro cuori avranno sempre un battito regolare, il sangue scorrerà tranquillo nelle vene , il desiderio non finirà mai. E le nostre menti, unite alle anime, continueranno a nutrirsi di quei sentimenti straordinari che giä ci hanno accompagnati nell’altra vita.

E quando verrà l’inverno, un inverno piacevole, con la neve che non ghiaccerà, il fuoco che scalderà la casa sull’albero nel grande camino, grandi tappeti simili  a pelli d’orso, bianchi e soffici, ci faranno da materasso e coperte nelle sere illuminate da miriadi di enormi stelle e da tante lune vicine e lontane sulle quali si scorgeranno tanti Piccoli Principi intenti a dondolarsi nel blu.

Ti amero’ come e piu’ di ora, mi amerai ancora di piu’ la’, lontani e sperduti nello spazio, nella costellazione di Andromeda,  dove gli amanti si ritrovano e possono finalmente vivere ed abitare  i sogni  di una vita diversa.


Marisa Cappelletti



sabato 13 gennaio 2018

Una strana ombra...

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Lo scorso lunedi' ho partecipato con un mini racconto al concorso di RAI Radio1PlotMachine
Questo l'incipit dato: 
"Una strana ombra pareva avvolgere il suo passato" Dal romanzo La frontiera di Alessandro Leogrande. 
Risultati immagini per immagini macchia nera walt disney

Una strana ombra pareva avvolgere il suo passato, ma quell’ombra avrebbe ormai avuto vita breve: il piccolo esercito era schierato, deciso a tutto, in attesa di un suo comando.
Li osservo’ uno ad uno: Pippo, Orazio, il commissario Basettoni e persino la Banda Bassotti, Pluto a far da mascotte.
Maledetto Macchia Nera, questa sarà la tua fine! E come un condottiero, un gladiatore, mani sui fianchi e sguardo fiero, Topolino urlo’:
“ Avanti miei prodi, l’Ombra sta arrivando e voi, ad un mio cenno, scatenate l’inferno”


Marisa Cappelletti



venerdì 12 gennaio 2018

12 Gennaio 19...

                                                   L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi e bambino
Oggi è il mio compleanno.
Eh si', sono nata, e ringrazio i miei genitori che mi hanno permesso di esserci, in un freddo giorno di gennaio del secolo scorso. Che detta cosi' mi fa sembrare una centenaria. Fortunatamente mi manca ancora una manciata di tempo per arrivarci.
Nevicava fitto mi hanno riferito quando sono stata in grado d'intendere e mancai per poco la nascita sull'ambulanza dei Vigili del Fuoco, che mi sarebbe tanto piaciuto stare tra quei bei pompieri, ma mi rifeci subito quando la nonna per venire a trovarmi all'ospedale Regina Elena, cadde nel vialetto della casa di famiglia e si ruppe una gamba. 
Tanto per inaugurare presto i popolarissimi sensi di colpa.
Ad ogni compleanno mi veniva ricordato il fattaccio, onde evitare che potessi in qualche modo rimuoverlo. Ma non  mi lamento: sono stata amata da subito, coccolata da nonni e zii, sbeffeggiata da cuginetti vari, abbandonata per la prima volta da un uomo (beh, aveva quattro anni) il primo giorno d'asilo quando Filippo (ti ricordi Filippo quando cantilenavo "Pippo cammina dritto se no ti metto sul giornaletto" e tu ti arrabbiavi? Fu una vendetta la tua?) in fila per entrare in classe, preferi' a me una smorfiosetta bionda. 
Ma questa è una storia che non c'entra con il mio compleanno.
Non voglio fare la vittima, ma ho l'influenza che ogni anno aspetta qualche ricorrenza per aggredirmi, nessuno quest'anno mi ha festeggiata, (ma un fiore che vi costava?) certo solo quest'anno per ragioni piu' che valide e malattie varie, ma, in fondo, io questi anni li compio solo oggi, il prossimo anno saranno altri con un altro diverso compleanno. 
Sono leggermente delusa, ma sono felice di essere arrivata fin qui a lamentarmi .
Dunque tanti auguri a me e grazie per gli anni passati, comunque siano passati, e per quelli che verranno, se verranno.
Buon compleanno Marisa!



Marisa Cappelletti



lunedì 8 gennaio 2018

Ultima pubblicazione

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Dall'Antologia "I Racconti di Cultora Nord" la prima parte di Sirene, racconto di formazione che a me è piaciuto molto scrivere:

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Sirene


  Il vento tiepido portava grandi  nuvole bianche e promesse d’estate all’isola verde e ancora gialla di ginestre mentre il  mare, con il suo blu ed i suoi segreti, attendeva  le emozioni di chi sarebbe arrivato fin lì.

    Sofia aveva passato una notte inquieta, zeppa di sogni che non ricordava ma che sapeva essere stati faticosi ed ora stava  alla finestra, ferma a fissare l’orizzonte, in attesa.

     Andrea si era svegliato all’alba,  impaziente a  causa dell’imminente imbarco per il luogo dove avrebbe trascorso le sue vacanze da tredicenne.

   Una grande Isola, almeno per lui, una di quelle con la i maiuscola, tutta da scoprire. 
    Sì perché, come per ogni ragazzino che si rispetti,  le isole sono terre d'avventura e di mistero.

   Per tutto  il tempo della traversata era rimasto a poppa  ad osservare la scia luccicante lasciata dalla nave ed i gabbiani  che la seguivano,  divertendosi a planare per poi ritornare  in alto stridendo e sbattendo le ali.

    Il vento lo aveva accompagnato durante tutto il viaggio, giocando con gli uccelli, portandoli su e  lasciandoli cadere per poi riprenderli festoso più in là.

   Sofia era corsa fuori dalla casa rosa fino alla spiaggia, dove il maestrale soffiava libero ed allargando le braccia si lasciava investire dalle folate tiepide che  le sollevavano le ciocche bionde e  la solleticavano facendola ridere.

 Là in fondo, tra le onde lunghe, stava arrivando il traghetto che  avrebbe portato con sé i primi turisti e quel qualche cosa di sconosciuto che stava inconsciamente aspettando. 
 
   Quattro passi su un viottolo sterrato ed eccola lì la casa delle vacanze: bassa, bianca, con un ampio giardino povero di fiori, ma con due alberi enormi che spandevano ombra tutt'intorno.

   E lì se ne stava Andrea nel pomeriggio caldo.
Tutto era fermo e silenzioso, tranne i piccoli insetti e le cicale che frinivano senza sosta e lui si stava godendo in pace i suoi sogni zeppi di esploratori, tesori e scoperte di animali sconosciuti.

   - Ciao, stai dormendo? -

 Una vocetta petulante lo aveva fatto sobbalzare. Aperti gli occhi, aveva  visto aggrappata al cancello di casa una ragazzetta bionda con le ginocchia ossute  tutte graffiate che spuntavano da una gonna troppo  corta .

   - Certo che no! E tu chi sei? -

   Si chiamava Sofia, aveva la sua stessa età ed era figlia dei vicini di casa.
Fecero amicizia. I genitori del ragazzino la portavano con loro alla spiaggia, trattandola come una seconda figlia e condividendo con lei i pasti portati da casa.

   In cambio di questa gentilezza ogni mattina la mamma di Sofia suonava il campanello e consegnava con un allegro  buongiorno un enorme cartoccio di pesce appena pescato dal marito, uomo scuro e taciturno, che a volte sapeva aprirsi in un bianchissimo sorriso e che di mestiere faceva, appunto, il pescatore.

  Sofia nuotava meglio e più di un pesce: correva in acqua, si tuffava dalle rocce, faceva piroette, mai stanca!  

    Andrea l'ammirava di nascosto, intimidito da tutta quell'energia e dalla capacità della ragazzina di muoversi nell’acqua quasi fosse il suo elemento naturale.


   Un giorno, a metà delle vacanze, il padre aveva preso in disparte Andrea e serio gli aveva detto: 
   - Ho una fantastica notizia per te, non so se ne sarai felice, ma credo proprio di sì. Lorenzo, il nostro vicino, a volte di notte va a pesca di aragoste e si é offerto di portarti con sé, naturalmente se sei interessato e prometti di startene fermo e buono-. 

(Fine prima parte)


Marisa Cappelletti




sabato 6 gennaio 2018

Anno nuovo, nuova poesia

Non ho segreti e non ne voglio avere, ma il vocabolo "Segreto" mi piace molto, mi piace al punto di dedicargli una poesia.



Segreto


Il mio segreto  ha un nome definito,
mi sta dentro da un po’ e lo tengo stretto.
Non pensavo davvero che lo avrei avuto
un segreto  cosi’,  da cullare nel petto.
Se ne sta in un angolo nascosto del cuore
a godersi i battiti,  dopo aver combattuto
una dura guerra  per questioni d’onore
con una mente onesta , indecisa  sul fatto
del permesso da dare alla voce  di urlare
al mondo un segreto  che dev’esser taciuto.
Ha un nome definito il mio segreto,
mi colora la vita  che prima era scura
e mi suona dentro  il refrain irrequieto
di una viola impazzita che si pensa sicura
di farmi danzare   su corde di fuoco
la musica arcana  composta per gioco
da mani d’artista  con petto  gentile
sospeso tra note in un giorno d’aprile.
Mi riempie i pensieri  di giovani sogni
brillanti chimere che volano alte
su impossibili ali agitate nei regni
di  Elpis,  nel vaso rimasta  a giocare le carte
di un  destino  benevolo che non sarà mai
ma in cui credo e devo e voglio  sperare
perché il mio segreto si possa alfine svelare.


Marisa Cappelletti



6 Gennaio

E, come ogni anno,
L'Epifania tutte le feste le porta via.
Finalmente!

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana
viva viva la Befana!

Marisa Cappelletti





lunedì 1 gennaio 2018

1 Gennaio 2018

           Iniziando da oggi e fino al 31 Dicembre
     
                                Risultati immagini per immagini buon anno

        E come è d'uso ad ogni primo dell'anno:


Libiamo ne lieti calici 
La traviata di Giuseppe Verdi
Con Roberto Bolle


Marisa Cappelletti

domenica 31 dicembre 2017

Buon anno!


E cosi' anche quest'anno se ne va. 
Ho gioito ed ho sofferto, sono stata male e sono stata bene. Ho potuto mangiare e bere ogni giorno , ho dormito ed ho vegliato, ho pianto ed ho sorriso, mi sono sentita triste ma a volte felice. Mi sono vista invecchiare ma ho sentito la giovinezza del cuore, ho letto e scritto, ho vinto e perso.
Ma ho avuto il grande privilegio di poter fare la  cosa piu' bella e terribile che possa capitare:
VIVERE!
Dunque grazie al 2017 e speriamo che il 2018 mi sappia regalare tante belle giornate, tante emozioni, tanto amore e tanta, tanta vita.
Auguri a tutti. Auguri naturalmente di salute e prosperità, ma soprattutto auguri di saper apprezzare quel che si ha e quel che ci viene dato, di trovare sempre la bellezza delle piccole cose ed il calore degli affetti.
AUGURI DI BUONA VITA! 

Domenico Modugno
MERAVIGLIOSO

                            BUON ANNO !

Marisa Cappelletti






martedì 26 dicembre 2017

Santo Stefano

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Ovvero il giorno dopo Natale. 
Dopo la Messa di mezzanotte o di ieri mattina. dopo Gesu' Bambino finalmente nel presepe,  i regali scartati ed i bambini piu' tranquilli, i pacchetti con le cose da cambiare messi  da parte (si' perchè qualche cosa che non va c'è sempre)  e la nausea da troppo cibo fissa li' nello stomaco nella gola e nel cervello, dopo tutto cio' ed altro ancora, finalmente oggi è il giorno dopo!
Ed allora ci sono gli avanzi del pranzo di Natale, il film ultimo uscito per i bimbi, le chiacchiere ed i sonnellini pomeridiani, il panettone e lo spumante, che quelli non mancano mai. E le luci degli alberi addobbati dentro e fuori casa perchè quelle luci splenderanno ancora per un po', fino all'epifania. Ma la frenesia della vigilia, l'ansia da regalo, da preparazione dei cibi, da parenti da invitare, da amici da salutare, beh, quella è svanita: Fortunatamente. Pero' da domani partirà l'ansia da fine d'anno.
Ma di quella ne riparleremo, oggi godiamoci Santo Stefano. 


Marisa Cappelletti



venerdì 22 dicembre 2017

Ci sono giorni

E sono qui, ancora qui, dopo giorni terribili e notti senza sonno. Sono qui a dire grazie a Colui in cui credo poco e che non prego mai, a Chi non ho avuto il coraggio di supplicare perchè mi pareva ipocrita chiedere solo nel bisogno. Ma ringraziare si' lo posso e lo devo fare. Grazie perchè ancora una volta  la Sua mano si è posata sul capo di mia figlia, grazie per lei e per me in quanto madre, la mia preghiera è silenziosa ed umile, ma GRAZIE!

Ci sono giorni nella vita 
in cui tutto sembra fermarsi,
anche il cuore.
Giorni che non vorresti mai vivere,
ansie che ti divorano, 
paure che ti tolgono il respiro. 
Attese di sentenze definitive
o di assoluzioni miracolose.
Ci sono giorni nella vita
in cui scambieresti il tuo posto
con chi te l'ha riempita
perchè tu tutto hai visto
mentre a lei mancano ancora anni
da conoscere, da soffrire da gioire.
Ci sono giorni nella vita
che passano e lasciano il segno
un solco in piu', ma passano
lasciando dietro di sè il dolore
sofferto ed il sollievo provato.
Ci sono giorni nella vita 
che vanno e poi tornano, spariscono
e ricompaiono, piu' feroci di sempre,
ma ci sono giorni in cui ringrazi la vita,
piangendo di gioia.

Marisa Cappelletti


   

domenica 17 dicembre 2017

I racconti del Nord


Oggi ho partecipato alla presentazione dell'antologia di racconti edita da Historica Edizioni a cui ho partecipato con il mio racconto Sirene. Che è uno dei miei preferiti.


 La mia è la storia di un ragazzino che vive la sua ultima estate da fanciullo per  entrare alla fine della stagione nell'adolescenza, accompagnato dal canto e dalle ingannevoli illusioni di sirene forse reali forse metaforiche. Sofia, una ragazzina con gli occhi come il mare, sarà l'artefice e l'inconsapevole strumento dell'ingresso di Andrea in una nuova fase della vita. 


Marisa Cappelletti



giovedì 7 dicembre 2017

Sant'Ambroeus

Oggi, 7 Dicembre, é la festa del patrono di Milano: Sant'Ambrogio.


Due gli avvenimenti piu' importanti;
L'apertura della Fiera degli Obej Obej
L'inaugurazione della stagione Scaligera.


I milanesi non possono mancare alla Fiera degli Obej Obej, che tradotto in italiano significa Che belli e pare derivi da tempi antichi nei quali i bimbi venivano portati ad ammirare le bancarelle che esponevano i giocattoli e gli addobbi natalizi. I piccoli colpiti da tanta bellezza esclamavano in dialetto Che belli!
Con gli anni la Fiera si è trasformata ed ha anche cambiato sede: da Piazza Sant'Ambrogio al Castello Sforzesco, o meglio, nel viale tutt'intorno.
Tantissime le bancarelle dai dolci ai fiori secchi dagli addobbi natalizi ai libri dall'antiquariato allo street food.
E chi sa dire di no ad un bel panino con wurstel o ad una enorme frittella zeppa di zucchero?



Alle 18, 30 ci sarà la "prima" della scala con l'Andrea Chenier di Umberto Giordano, opera poco rappresentata a Milano che si svolge durante la rivoluzione francese. Direttore d'orchestra sarà Riccardo Chailly, interpreti principali Luca Salsi ed Anna Netrebko.
Serata importantissima per Milano con ospiti illustri , grandi aspettative e musica, musica, musica.
Ecco, inizia.





Marisa Cappelletti